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Il popolo granata 

L’entusiasmo dei tifosi dopo l’inferno della serie D «Grati a questa società»

Marco Bertolini
L’entusiasmo dei tifosi dopo l’inferno della serie D «Grati a questa società»

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Nonostante la squadra di mister Max Alvini non sia riuscita ad andare oltre lo zero a zero contro l’Arzignano, continua il momento di forte affiatamento tra tifosi squadra e società, come testimoniano gli 8000 spettatori nella serata del centenario e i cori e gli applausi alla fine della partita del Menti, per ringraziare i giocatori dell’impegno profuso in campo.

La tifoseria granata si sta stringendo sempre più attorno ai granata grazie anche all’avvento di Romano Amadei che ha riacceso l’entusiasmo e la speranza di un futuro di successi come testimoniano le parole di Stefano Cavazzoni, storico tifoso del Gruppo Vandelli: «L’avvento di Amadei è stato quasi un miracolo ed ora possiamo finalmente sognare grazie ad una società solida. Dobbiamo ringraziare i soci fondatori per essere riusciti a coinvolgere nella Reggiana un grande imprenditore e mantenendo le promesse fatte in estate».

Ma se ora l’ambiente granata sta vivendo un momento magico solo a giugno dello scorso anno l’umore era completamente opposto, per la mancata iscrizione: «Ci siamo sentiti traditi da persone a cui avevamo dato fiducia incondizionata - rimarca Orfeo Vezzani dagli anni ’60 al seguito della Reggiana - la tifoseria si era schierata al fianco della società contro tutto e tutti solo per l’amore verso la maglia granata, per poi venire delusa dalle loro decisioni».

La paura di vedere sparire il calcio a Reggio si è fatta concreta nelle settimane successive alla mancata iscrizione «Fortunatamente la Reggiana e rinata grazie a sette imprenditori reggiani - ci tiene a sottolineare Davide Casamatti - e come tifosi ci siamo sentiti in dovere di sostenere fin da subito la nuova società, a cui dobbiamo essere grati, anche per il lavoro fatto nel portare un imprenditore serio come Amadei».

Per la maggior parte dei tifosi il campionato di Serie D è stato un inferno, fatto di campi di provincia e prestazioni non esaltanti, culminato con la sconfitta nei playoff contro il Modena, che ha messo a repentaglio le speranze di ripescaggio.

Non è stato così per Chiara Dallari, che vive la Reggiana nella doppia veste di tifosa e sponsor: «Per me e la mia famiglia la Reggiana è da sempre una questione di amore e passione, dagli anni 80 sponsorizziamo la società al solo fine di dare una mano a chi mette tante risorse. Il risultato sportivo passa in secondo piano, seguirei la Reggiana in qualsiasi categoria, perché andare allo stadio è anche e soprattutto un momento in cui stare insieme agli amici di sempre».

Nell’anno del Centenario, infine, l’augurio di tutta la tifoseria è che questo sia solo l’inizio di un nuovo periodo di vittorie, come fu negli anni d’oro di Pippo Marchioro, con la consapevolezza che la ritrovata solidità societaria permetta di guardare al futuro con speranza e serenità. —



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