«Non mi piace perdere La Grissin Bon a Cantù dovrà fare il salto di mentalità»
La rabbia della guardia biancorossa Darius Johnson-Odom «Con Trento troppi problemi di comunicazione difensiva»
«Non mi piace perdere. A Cantù dobbiamo fare uno scatto a livello di mentalità e iniziare a vincere».
Non riesce a nascondere l’irritazione per lo 0/2 con cui la Grissin Bon ha iniziato la stagione, Darius Johnson-Odom.
La guardia americana, prima bocca da fuoco del team di Buscaglia, aveva decisamente le polveri bagnate in attacco nell’anticipo di sabato con Trento, concluso con un ko dei biancorossi. Dopo i 22 punti segnati nella sfida d’esordio a Brescia, Darius non è andato oltre i 4 punti nel match d’esordio in via Guasco con la Dolomiti Energia. Uno score, decisamente al di sotto del suo potenziale.
Cosa è successo contro Trento?
«Se devo dare una chiave alla sconfitta di sabato sera, dico senza dubbio la comunicazione difensiva. Ci è mancata e abbiamo concesso troppo ai nostri avversari. In attacco non abbiamo fatto male, ci sono anche usciti dei buoni tiri ma abbiamo peccato nella comunicazione difensiva».
Sulla difesa e in tutti i suoi aspetti. state lavorando molto già da settimane, come ha più volte confermato il tecnico Maurizio Buscaglia. Perché ancora non vi siete sbloccati in tal senso?
«Di sicuro il primo aspetto è legato all’uso del corpo e alla fisicità. Dobbiamo imparare a usare al meglio il corpo in difesa. Per riuscirci dobbiamo metterci nei nostri panni nel momento in cui attacchiamo. Io quando attacco uso il corpo a mio favore e quando difendo devo riuscire a farlo allo stesso modo. Il secondo aspetto è l’amalgama di squadra. Dobbiamo imparare ad aiutarci l’uno l’altro, a coprire gli errori che gli altri commettono, porteremo a casa buone difese. Questo ci darà grande fiducia l’uno l’altro e dopo ci verrà tutto più facile. La fiducia è tutto...».
Lo 0/2 con cui avete iniziato la stagione vi sta lasciando strascichi a livello psicologico?
« Sì. A nessuno piace perdere. Non piace a me e sono sicuro che non piaccia neanche ai miei compagni. Da oggi (ieri, ndr) che ricominciamo a lavorare di squadra e a preparare la prossima partita nella quale dovremo fare lo scatto di mentalità».
In queste due giornate e nel periodo di pre-season, avete potuto testare solo alcuni dei team di serie A. S’è comunque fatto comunque un’idea del livello del campionato 2019/20?
«C’è tanto talento diffuso. Sono convinto che questo sia il campionato dal livello più alto degli ultimi anni. In più non c’è una squadra materasso. Non c’è mai una di quelle partite in cui tu puoi entrare in campo, convinto che tu te la possa sfangare in modo relativamente facile. Bisognerà giocarsele tutte fino in fondo».
L’Olimpia Milano ha da poche ore annunciato l’ingaggio di Luis Scola, ala grande di livello top...
«In realtà ce ne sono tanti, quest’anno, di giocatori di alto livello così come di altissimo livello è coach Messina. C’è molto più talento, ma anche molta più esperienza. Quest’anno il campionato italiano è uno dei primi tre in Europa».
Domenica sarete a Cantù, campo storicamente difficile che siete obbligati a espugnare. Come vede la sfida?
«Ci prepareremo per vincere una partita così importante. Conosco i loro giovani americani, perché seguo sempre l’NCAA, quindi li avevo già visti giocare più volte. In settimana, studieremo i nostri avversari, ma al di là di questo dobbiamo lavorare su di noi, sulla nostra mentalità per poi portarla in partita». —
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