Basket SerieA, difesa molle e ultimo quarto: ecco i punti deboli della Grissin Bon
I biancorossi nelle prime due partite hanno concesso 87 punti di media. Le rivali di Reggio hanno tirato con un eccellente 59,6% da due punti
REGGIO EMILIA. Un ingranaggio decisamente ancora da rodare. Nelle prime due partite della Grissin Bon, il dato numerico che maggiormente colpisce è quello dell’impatto difensivo. Reggio ha concesso 87 punti di media, prima 90 e poi 84, con un crollo pesante negli ultimi quarti: a Brescia sono stati subiti 22 punti nel periodo conclusivo, a Reggio con Trento per 28.
Due gare rappresentano una base statistica ridotta, è verissimo, ma la tendenza è questa. Cifre non da squadra di Buscaglia: nelle sue migliori annate trentine, il coach biancorosso ha sempre costruito i suoi successi su un grande impatto atletico e difensivo, su cui costruire poi l’attacco. In questo avvio, invece, la difesa è stato il punto dolente, con poca capacità di tenuta negli uno contro uno e relativa protezione dell’area, con tutti i problemi che ne conseguono.
Anche il rendimento offensivo è figlio di questo contesto: difficile, per una squadra da corsa, poter produrre a pieno ritmo senza essere alimentata da rimbalzi e palle recuperate. Non a caso, la bella rimonta nel quarto iniziale è stata accesa dalle folate di energia di Vojvoda, capace con la sua forza di genere strappi. Reggio in questi due match ha concesso appunto 87 punti di media, terza peggior difesa della serie A, segnandone 79,5. Non sono state due sparatorie ai mille all’ora con punteggi stellari, ma partite con ritmi medi.
Altri due dati evidenziano le difficoltà di questa fase. Le rivali di Reggio hanno tirato con un eccellente 59,6% da due punti e, in media, completato 19,5 assist per gara. Hanno potuto prendere tante soluzioni non contestate in area e vicino al ferro, in pratica, ed hanno potuto completare azioni manovrate, in cui il canestro non è solo frutto della capacità individuale. Inevitabili, a quel punto, le sofferenze dietro ed i troppi canestri concessi nei momenti chiave.
Un altro tema è quella della solidità degli esterni. Molte volte, le guardie trentine hanno battuto facilmente i corrispettivi biancorossi, senza trovare grande opposizione. Il solo Candi ha garantito tenuta in questo senso, mentre Poeta e Vojvoda hanno quantomeno recuperato diversi palloni con grinta e furbizia. Il quadro non deve comunque virare ancora troppo al nero.
Si parla davvero della sola partenza di campionato, e Brescia e Trento sono comunque due rivali organizzate e dotate di grande fisicità, capaci di reggere bene l’urto contro i reggiani ed anzi di poter far male sotto canestro. Cain e Knox, pur non saltatori esplosivi, sono centri efficaci ed esperti, ed oggettivamente hanno approfittato con lucidità di ogni minimo errore. I margini di crescita sono tanti ed evidenti, una squadra come quella costruita da Pallacanestro Reggiana ha bisogno di trovare coesione e automatismi per poter esprimere il proprio potenziale. E storicamente le formazioni di Buscaglia non hanno mai avuto partenze a razzo, arrivando poi a macinare risultati col passare dei mesi. Dopo le tante aspettative dei mesi scorsi, l’ambiente sperava di certo in un avvio con più sorrisi, ma da qui a maggio la strada è davvero lunga.
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