«Questa Reggiana è da vertice ma che fatica con le piccole»
Espeche analizza il cammino della squadra in questo inizio di campionato «Abbiamo perso punti per strada non chiudendo la partita al momento giusto»
È argentino, ma al tango preferisce contrasti e chiusure difensive. Complice l’indisponibilità di Varone contro l’Arzignano Marcos Espeche è stato schierato da mister Alvini nel ruolo di mediano, dimostrando discrete qualità anche in fase di impostazione.
Espeche, come centrocampista sembra a suo agio…
«In realtà io nasco centrocampista; a Lucca per occorrenza sono stato spostato e ho cominciato quindi ad affermarmi come difensore, ma se serve non ho alcun tipo di problema ad essere impiegato nella zona nevralgica del campo».
A cosa sono dovuti i punti persi con le cosiddette “piccole”?
«Al fatto che in questo campionato grosse differenze tra squadre di vertice e quelle di basso livello non esistono. Abbiamo perso un po’ di punti per strada non chiudendo la partita quando avremmo potuto farlo, e siamo consapevoli che non ne dobbiamo più lasciare in giro se vogliamo disputare un campionato di vertice».
Chi è la favorita al successo finale?
«Senz’altro il Padova, che sta facendo un percorso quasi perfetto e ha voglia di tornare subito in B dopo la retrocessione dell’anno scorso. Ci sono tante altre squadre competitive, ma anche noi possiamo dire la nostra. Abbiamo tanta voglia di fare bene ed ambire a qualcosa di importante per questa tifoseria».
Domenica arriva il Gubbio. Che avversario è?
«Troveremo di fronte una squadra ancora a secco di vittorie ma che al tempo stesso ha perso soltanto contro Triestina e Vicenza. Hanno raccolto meno di quanto avrebbero meritato, ma faranno di tutto per ottenere i tre punti. Dovremo quindi cercare di aggredirli subito, non permettendo loro di prendere entusiasmo.
È l’ex della partita. Se segna esulta?
«A Gubbio è stata un’esperienza positiva, dove gli obiettivi sportivi sono stati centrati e dove ho allacciato rapporti con persone con cui tuttora mi sento. Detto ciò se dovessi segnare esulterei sicuramente: non mi capita quasi mai di andare in gol, per cui non mi si deve togliere quella gioia…(ride)».
Espeche, Costa, Spanò, Rozzio: classe ed esperienza dietro non mancano…
«Senza dimenticarci di Martinelli, che ha giocato domenica dimostrando le sue qualità. Io cerco di imparare da tutti approcciandomi al meglio, rubando segreti e mettendomi a disposizione. Chiunque giochi è un elemento di valore, e sicuramente non è facile per l’allenatore scegliere ogni volta chi deve rimanere fuori».
Dispiaciuti di dover lasciare Cavazzoli?
«Molto, perché ci siamo trovati veramente bene in questi mesi, potendo usufruire di due campi e della palestra. Inoltre è a due passi dal centro, e questo è un aspetto non da poco».
Approccio con la città?
«Ritrovo molte caratteristiche di Lucca, ma per visitarla da un punto di vista culturale aspetto mia moglie e mio figlio di due anni. Sono una persona che non ama uscire molto, e nel tempo libero mi piace suonare la chitarra». —
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