«Il nostro obiettivo? Abbassare le percentuali al tiro dei reggiani»
Cesare Pancotto, allenatore dei canturini e veterano della serie A svela le possibile chiavi della sfida di oggi pomeriggio a Desio
l’intervista
riccardo bellelli
È una partita molto attesa dal pubblico canturino dopo il bell’esordio e anche per il coach Cesare Pancotto sarà un buon test per vedere a che punto sono i lavori.
« Abbiamo giocato una sola partita, ne mancano altre 31 - premette -. Togliamoci il grembiule della scuola e indossiamo la tuta dell’operaio. Questo per dire che non ci basta ricevere tanti complimenti per una sola partita ma, al contrario, dobbiamo avere una mentalità forte, da squadra che guarda al futuro. Essendo solo all’inizio dobbiamo cercare miglioramento, certezze, continuità e crescita nel corso di ogni quarto. Oltre alle cose da migliorare, dovremo trasmettere ai tifosi il nostro attaccamento per la maglia, il nostro orgoglio deve contagiarli. Con Reggio non sarà la partita del “dimostrare” ma del “fare”».
Cosa si aspetta dalla sua squadra?
«Al di là di tanti aspetti che stiamo cercando di migliorare, l’obiettivo deve essere quello di abbassare le buone percentuali della Grissin Bon. In attacco, invece, dobbiamo sviluppare meglio il timing e le spaziature perché sono elementi che ti permettono di attaccare su tutti e due lati del campo. Inoltre, dovremo trovare l’equilibrio e la qualità nelle nostre percentuali nei tiri da due e da tre».
Il turno di riposo è stato un bene o ha rotto il ritmo?
«Il turno di riposo, banalmente, ci ha permesso di far lavorare di più un giocatore come Wes Clark che, in estate, non è riuscito a svolgere una adeguata preparazione a causa di alcuni acciacchi fisici».
La squadra è emozionata per il debutto davanti ai propri tifosi?
«Dovremo affrontare la partita con la giusta mentalità, requisito che al debutto casalingo vale anche di più. Il nostro deve essere un impatto importante, l’obiettivo è uno: giocare meglio dei nostri avversari ma non giocare per dimostrare qualcosa. Ogni partita offre opportunità e motivazioni differenti, anche dopo una sola gara giocata come nel nostro caso».
Qual è l’impronta che vuole dare alla squadra?
«Vorrei che fosse la difesa il nostro marchio di fabbrica. Non è sufficiente difendere: ci vuole intensità, aggressività e fisicità».
Cosa può dirci di Cameron Young, autore di 22 punti in 24’ all’esordio stagionale a Brindisi?
«Era abituato a giocare molti palloni, ora gli chiedo di mantenere la personalità e di attivare anche i compagni. Nella prima gara è stato bravo a crearsi dei tiri e a sfruttare il lavoro della squadra».
Dopo alcuni anni tribolati, com’è la situazione societaria a Cantù?
«Ora finalmente si può parlare solo di basket giocato. La società non ha un grosso budget ma guarda al presente con un occhio al futuro cercando di restituire al movimento la propria canturinità, quelle certezze e quei riferimenti che hanno aiutato a farne la storia». —
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