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Il 24enne Medici è campione italiano «Ero ben piazzato Sono stato prudente»

Alessandro Zelioli

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Primo titolo in carriera per il 24enne aiolese, Simone Medici, biker della specialità Downhill, che ha conquistato ieri il titolo italiano Gravitalia, circuito che ha chiuso al primo posto con 17 punti di vantaggio su Davide Palazzari, sardo classe 1995 che nulla ha potuto.

A essere onesti, tuttavia, il pilota isolano, ha cercato in ogni modo di provare a rimontare lo svantaggio con il quale si era presentato a Sestola, partendo a tutta sin dalle prove dove aveva messo il reggiano alle sue spalle, posizione confermata dalla sfida di ieri nella quale Medici, ha dapprima provato a vincere e poi, convinto da alcuni rischi presi, ha gestito accontentandosi dell’argento che gli ha però permesso di portare a casa il trofeo, il primo della sua già lunga carriera.

«Avevo iniziato la stagione convinto di fare un podio _ ha detto subito dopo la gara Simone Medici, commesso nel negozio reggiano Cicli Corradini _ ma poi durante il campionato ho visto che ci si poteva provare. Alcune situazioni fortunate hanno tuttavia inciso positivamente, portandomi a Sestola in posizione ottimale. A quel punto, ho provato a vincerla, ma mi sono convinto presto, che era meglio non rischiare e portare a casa quel trofeo che mai avevo vinto prima».

Anche perché aveva un conto in sospeso con la sorte, vero?

«Si, infatti quando mi infortunai nella stagione 2014 (cadde in una discesa e perse un rene causa la caduta, ndc), fui secondo. Stavolta non ho voluto rischiare, anche se scendere per gestire non è nel mio stile».

Ultima gara della stagione 2019. Un peccato sia finita?

«Beh diciamo che è stata lunga e faticosa. Durante l’italiano assoluto ho lottato con un paio di avversari davvero fortissimi, chiudendo quarto. Ho fatto anche una gara di Coppa del Mondo, finendo nei migliori sessanta che era un obiettivo di alto livello. Ora le ambizioni per il 2020 sono di provare a fare qualcosa in più proprio in ottica Coppa del Mondo».

Quanto tempo dedica alla preparazione di questi eventi?

«Purtroppo il tempo per allenarsi è poco».

Tutto “manico” e talento?

«Possiamo dire che cerco di sopperire alla poca disponibilità di tempo, con quelli».

A chi vanno i meriti di questo titolo?

«Al mio team manager Matteo Tini». —



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