La Grissin Bon si è sbloccata Con Cantù arrivano i primi punti
Nella rovente arena di Desio, bella affermazione del team biancorosso che si schioda da quota zero in classifica
È andata. Viaggiando su un altro livello, mentale prima che tecnico, rispetto alle due gare inaugurali della stagione, la Grissin Bon si va a prendere nella rovente arena del Cantù i primi due punti della stagione.Non era così facile andarsela a prendere la vittoria, sul campo di un’avversaria giovane e scriteriata -in positivo - il giusto. Reggio però ci riesce, partendo alla grande e giocando forte e pure con cervello per gran p arte della sfida. Certo, qualche momento d’appannamento resta, tanto che Cantù giocando senza paura è pure riuscita ad avvicinarsi. Ma alla fine, quando contava, non s’è spenta la luce e Reggio ha tenuto in controllo il match.
Di bello, c’è la crescita evidente del play Makel, fuoriclasse vero che si spera arrivi al 100% della condizione alla veloce, un Johnson-Odom che in uno contro uno s’è mangiato tutti e pure qualche canestri di pregevole fattura di Vojvoda. Domenica si cercherà di far festa al Bigi con Cremona, ieri fermata a Roma.
Come detto, è super la partenza reggiana: ritmo folle e un festival delle schiacciate (a ruota Fontecchio, Owens e Johnson-Odom) che porta quel fulmineo 8 a 0 che costringe Pancotto a fermare il tempo. Fontecchio poi dai 5 metri dice 10 a 0 e qui, solo qui, arriva il primo segnale di vita canturino per mano di Clark che la mette dal perimetro. Reggio continua a viaggiare veloce. E a far punti. Johnson-Odom, come niente fosse, spinge sino al +11 (3-14) al 6’ con legittima gioia del cetinaio di reggiani in trasferta. S’interrompe la festa con la crescita difensiva dei padroni di casa. In meno di 3’ si materializza il recupero di Cantù. Il centro Hayes fa la voce grossa e Reggio è costretta a subire un 7 a 1 che va a infiammare il pubblico di casa. Buscaglia butta nella mischia Poeta, mentre Pardon ha l’ingrata missione di contenere la potenza di Hayes. L’onda canturina pare spegnersi, tanto che i biancorossi mettono di nuovo gli avversari dietro di 9 (Poeta per il 10-19),ma negli ultimi 2’ del quarto torna a farsi grossa. Cantù sorprende Reggio - in assetto non proprio perfetto - con un 5 a 0. Il gioco da tre di Vojvoda apre il secondo periodo in cui il ritmo non dà l’impressione di calare. È però cresciuta la volenterosa Cantù, approfittando di un calo, evidente, reggiano. Al 17’, dopo che Burnell ha ridotto le distanze, La Torre mette i suoi a un solo possesso di svantaggio (22-24). Young sbaglia la tripla del sorpasso e si becca pure un tecnico. Dalla riga bianca, Vojvoda non trema. Young si riscatta però presto e appoggia il -1 (24-25, alla metà del quarto). Ancora Reggio si scuote e allontana la paura con il chirurgico Vojvoda per due volte a segno per il 26 a 32.
Tiene, però, la Grissin Bon. Tiene in un pala rovente. Di più. Tiene a freno i muscoli degli avversari, toccando il nuovo +9, con Owens, nel finale di quarto. Alla pausa lunga s’arriva poi sul 32-39, dopo il tiro di Clark. Il +10 arriva al primo istante della ripresa. Da lì è una lenta e costante crescita reggiana, con Cantù a subire. Grazie a una tripla stellare, Vojvoda regala ai suoi il +16 (42-58). Replicano i canturini con alcune accelerate che sorprendono la difesa reggiana, rimasta a festeggiare un successo ancora tutto da acquisire.
In un niente, sospinto dall’ambiente caldissimo, il team di Pancotto ha infilato un 6 a 0. E qui, nel momento più impegnativo, Reggio non molla. Upshaw e Candi sanno far male da tre per il 49-66. Hayes cerca disperatamente di tenere attaccata al match la sua Cantù. Che viene però allontanata, negli ultimi secondi del quarto, Pardon con uno schiaccione. Quando Upshaw apre l’ultimo periodo di gioco scaricando la bomba del 53-71, l’idea che sia già fatta si fa reale. E inganna. Sotto di 23 punti, Cantù tenta il tutto per tutto avvicinandosi con un 6 a 0 che costringe Buscaglia a rimettere Mekel a dirigere i giochi. Evidentemente sono ossi duri, i canturini. Tanto che, azione dopo azione, ricuciono parzialmente sino al -11 (71-82). S’affida ai suoi uomini più talentuosi ed esperti, coach Buscaglia. Johnson-Odom e Mekel non tradiscono. E la Grissin Bon, pur sudando, resta in controllo sino al 75-92 finale. —
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