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Fontecchio è rinato «Con la Grissin Bon mi sono sciolto Ora avanti così»

Adriano Arati
Fontecchio è rinato «Con la Grissin Bon mi sono sciolto Ora avanti così»

Il biancorosso è stato fra i più positivi contro Cantù «Sto trovando la condizione assieme alla squadra»

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«Vincere fa sempre bene, ora che ci siamo sbloccati vogliamo approfittare di questa parte di calendario per guadagnare punti in classifica».

Pensa al futuro immediato e a quello a medio termine Simone Fontecchio, fra i giocatori più attesi della nuova annata Grissin Bon e fra i più positivi a Cantù. Prima di tutto, avverte, ci sarà da pensare alla prossima rivale Cremona: «È una squadra con tanti punti nelle mani, pericolosissima, e noi dobbiamo concentrarci su questo impegno».

Dopo giocherete in casa con Pistoia e poi andrete a Pesaro. Sulla carta, non è la fase peggiore del calendario, no?

«È vero, questo potrebbe essere un momento positivo anche per muovere la classifica verso l’alto, dopo le due sconfitte iniziali. Però prima di tutto occupiamoci di Cremona».

Parla da ex?

«Ho un ottimo ricordo del mio periodo alla Vanoli, mi è servito per tornare a giocare con continuità, con un allenatore come Sacchetti e in una squadra che ha fatto bene: Cremona arrivava da una retrocessione, quell’anno abbiamo chiuso con la qualificazione alla Coppa Italia e ai playoff. E io ho ritrovato quel che più mancava in quel momento, lo spazio per giocare».

Ora è un’altra squadra?

«Non del tutto, diversi italiani sono ancora lì. Mi riferisco a Gazzotti, Ruzzier, Travis Diener. E poi c’è la certezza di Meo Sacchetti, la sua impronta si vede chiarissima anche in questa squadra, in entrambe le partite hanno superato quota 90 punti, possono sempre far canestro».

La Vanoli ha tanti giocatori duttili, un po’ come la Grissin Bon. Che gara si aspetta?

«Credo proprio che sarà una bella partita. Loro, come spesso accade con Meo, possono cambiare molto i quintetti, hanno tanti tiratori anche fra i lunghi e possono giocare con quintetti con cinque elementi perimetrali, mettendo in difficoltà chiunque. In attacco possono metterci in difficoltà».

E voi?

«Noi probabilmente siamo più fisici in alcuni ruoli, dobbiamo essere bravi a sfruttare le nostre caratteristiche. Dobbiamo essere tranquilli e sereni, fare il massimo davanti al nostro pubblico e cercare di portare a casa la partita».

Lei come si sente? Con Cantù è andato piuttosto bene. Contento?

«Io sto ancora cercando il mio ritmo, la mia forma migliore, nelle prime due gare ho fatto un po’ più di fatica a trovare il canestro, nell’ultima ho trovato più soluzioni, mi sono sciolto, sto cercando la mia condizione e la sto trovando assieme alla squadra».

Il discorso, per molti versi, è valido per tutta la Grissin Bon, una squadra nuovissima che deve trovare identità?

«È così, ci è voluto un po’ di tempo per raggiungere coesione, per diventare davvero una squadra. La vittoria a Desio in questo senso aiuta, vincere dà sempre morale».

Era inevitabile?

«È vero che siamo stati fra i primi ad iniziare la preparazione, ma la squadra al completo l’abbiamo avuto solo alla fine della pre-stagione, abbiamo avuto bisogno di tempo per conoscerci e trovare la chimica. La squadra è rinnovatissima e abbiamo impiegato un po’ di tempo, poi nelle prime due gare abbiamo trovato due squadre molto solide. Adesso diciamo che c’è una bella base da cui partire». —





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