«Con Viadana occasione d’oro per vendicarci del ko in Coppa»
Con il derby del Po, il Valorugby inizia sabato al Mirabello il campionato Il capitano Alessandro Mordacci: «Non c’è tempo per piangerci addosso»
reggio emilia. Con i suoi 22 anni non ancora compiuti è il più giovane capitano del massimo campionato nazionale di rugby. E Alessandro Mordacci, nonostante la giovane età, ha tutte le intenzioni di portare i Diavoli dove mai fino ad ora il rugby reggiano è arrivato. A quella finale scudetto, più volte dichiarata da coach Roberto Manghi come l’obiettivo di un campionato che comincia ufficialmente sabato 19 ottobre al Mirabello contro il Viadana. L’occasione per vendicare l’amara sconfitta in Coppa Italia del 28 settembre scorso.
«Il passo falso di Viadana lo paghiamo a caro prezzo, visto che la nuova formula della Coppa non ammette repliche e, al 99%, abbiamo compromesso il passaggio del turno. Peccato perché ci tenevamo ad onorare la manifestazione vinta l’anno scorso. Ma non c’è tempo di piangerci addosso, sabato al Mirabello abbiamo l’occasione di vendicarci. E sono certo che faremo una grande partita».
Confermarsi ad alto livello dopo l’exploit dello scorso anno è il primo step in un percorso di crescita.
«Certo, e non sarà né facile né scontato. Perché l’anno scorso eravamo una sorpresa, mentre quest’anno sappiamo già che tutte le squadre ci affronteranno con il coltello tra i denti. La cosa non mi spaventa, anzi. Aumenta la consapevolezza che siamo forti e la società ci ha rinforzato ulteriormente con una campagna acquisti importante. Ogni partita sarà una guerra, e dobbiamo capirlo fin da subito, fin dalla prima partita».
Terzo anno a Reggio Emilia, prima volta da capitano, una laurea in Scienze politiche alle porte: è un periodo d’oro per Mordacci.
«A Reggio sto bene, questa società mi permette di conciliare il rugby con gli studi. Mancano pochi esami e arriverò alla laurea, in nessun altro luogo avrei potuto ottenere ciò senza abbandonare l’attività rugbistica. Essere stato scelto come capitano mi onora e mi carica ancora di più. Il mio compito sarà quello di unire la squadra e compattare il gruppo».
La squadra è cresciuta, sentite l’affetto dei tifosi?
«La città sta imparando a conoscerci e ad amarci. Buona parte del merito va ai risultati dello scorso anno, ma soprattutto al progetto Valorugby e al nostro presidente. Noi vogliamo ripagare questo affetto e, giocando un bel rugby, portare sempre più gente al Mirabello. Sappiamo di essere la punta di un iceberg, come dice spesso patron Grassi, e sentiamo la responsabilità di guidare un movimento che conta centinaia di bambini e ragazzi. E’ una responsabilità, ma anche un piacere sapere di essere da esempio per tutti i ragazzi del club».
Quali saranno le avversarie più temibili per la conquista dei playoff?
«Calvisano e Rovigo sono le due finaliste dell’anno scorso e quindi è doveroso tributare loro il peso del pronostico. Se posso aggiungere un’eventuale sorpresa vedo bene sia Mogliano che Colorno, due squadre che si sono rinforzate. Ma onestamente a me interessano soltanto i Diavoli e, se giocheremo con quella mentalità vincente di cui parlavo prima, sono certo che a maggio saremo lassù a giocarci il titolo con le migliori squadre d’Italia». —
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