La Grissin Bon deve fare il pieno in vista del novembre di fuoco
Vietato fallire le prossime sfide contro le balbettanti OriOra Pistoia e Pesaro Inizierà poi un ciclo duro, il derby con la Virtus e le trasferte a Sassari e Milano
È tempo di fare il pieno di scorte prima della tempesta, per la Grissin Bon.
La squadra biancorossa sta vivendo un momento positivo, per risultati e per qualità del gioco offerto, e in questa fine di ottobre è chiamata ad un ulteriore sforzo in questo senso, per sfruttare una delle fasi più morbide del calendario.
Domenica 20 ottobre arriverà a Reggio la OriOra Pistoia, il 27 ottobre si andrà alla Vitrifrigo Arena di Pesaro contro la Carpegna: due gare da vincere davvero a tutti i costi.
Toscani e marchigiani sono al momento ultimissimi a zero punti, non hanno ancora vinto un solo match e sono fra le grandi indiziate per lottare per la salvezza.
Due impegni abbordabili, decisamente, che potrebbero portare nel fienile biancorosso 4 punti parecchio preziosi.
Preziosi perché in compenso il mese di novembre si annuncia decisamente più complesso. Il 3 novembre arriverà il derby casalingo con la solidissima Virtus Bologna e dopo il turno di riposo ci saranno due trasferte semi-impraticabili a Sassari e Milano, inframezzate dall’impegno reggiano con Varese. Un percorso, almeno sulla carta, cosparso di cocci e vetri, di fronte a rivali toste e di grande qualità.
Anche pensando alla classifica, arrivarci a questa cavalcata con 8 punti sarebbe parecchio utile, senza contare l’impatto emotivo, particolarmente importante per una squadra che si sta ancora conoscendo e che si nutre di fiducia.
Le ambizioni e la realtà sono ovviamente piani distinti, e né con Pistoia né con Pesaro si possono dare risultati scontati.
I confronti casalinghi con i pistoiesi degli ultimi due anni lo ricordano: nel novembre 2017, la Grissin Bon di Menetti distrusse i toscani per 90 a 42 ottenendo la prima vittoria stagionale, quella del rilancio; dodici mesi fa, il ko interno all’ultimo tiro portò alla prima vera crisi, con le contestazioni dei tifosi e, pochi giorni più tardi, l’addio a Ledo.
Due porte girevoli, che servono come promemoria per non sottovalutare l’impegno.
Anche questa versione dell’OriOra è stata costruita al risparmio, con italiani giovani e stranieri in cerca di ribalta o di rilancio, e sinora ha faticato, penalizzata ulteriormente da alcuni infortuni.
Dopo i tonfi iniziali con Trento e Virtus Bologna, ha incassato due sconfitte ancora più pesanti con Treviso e Roma, teoriche rivali di bassa classifica, e sia l’umore che il quadro tecnico non regalano luce.
La Grissin Bon, con i suoi tanti atleti di stazza, ha le caratteristiche adatte ad evidenziare i limiti della formazione di coach Carrea, ma occorrerà lavorare sull’intensità e la continuità, proprio gli aspetti in cui finora i biancorossi non hanno sempre brillato.
È alle prese con parecchi dolori di crescita anche Pesaro, una delle squadre dall’età media più bassa del torneo. I marchigiani, sempre alle prese con risorse economiche ridotte, hanno puntato su un gruppo molto verde, con diversi prospetti interessanti ma tutti da completare. L’inizio è stato difficile, tre sconfitte abbastanza nette inframezzate dal turno di riposo.
Il 20 ottobre andranno a Brindisi, contro una delle squadre più in forma della serie A, e con ogni probabilità la gara del 27 con Reggio sarà la prima concreta occasione per smuovere la classifica. Per quella data, dovrebbe recuperare alcuni elementi dalla panchina e l’inserimento del nuovo centro Chapman, appena ingaggiato.
Come Pistoia, la Carpegna Prosciutto ha fatto vedere poca tenuta ed ha una fisicità relativa. Due banchi di prova per valutare i progressi - tecnici e non solo - visti nelle ultime settimane in casa Grissin Bon. —
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