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La Grissin Bon deve fare il pieno in vista del novembre di fuoco

Adriano Arati
La Grissin Bon deve fare il pieno in vista del novembre di fuoco

Vietato fallire le prossime sfide contro le balbettanti OriOra Pistoia e Pesaro Inizierà poi un ciclo duro, il derby con la Virtus e le trasferte a Sassari e Milano

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È tempo di fare il pieno di scorte prima della tempesta, per la Grissin Bon.

La squadra biancorossa sta vivendo un momento positivo, per risultati e per qualità del gioco offerto, e in questa fine di ottobre è chiamata ad un ulteriore sforzo in questo senso, per sfruttare una delle fasi più morbide del calendario.

Domenica 20 ottobre arriverà a Reggio la OriOra Pistoia, il 27 ottobre si andrà alla Vitrifrigo Arena di Pesaro contro la Carpegna: due gare da vincere davvero a tutti i costi.

Toscani e marchigiani sono al momento ultimissimi a zero punti, non hanno ancora vinto un solo match e sono fra le grandi indiziate per lottare per la salvezza.

Due impegni abbordabili, decisamente, che potrebbero portare nel fienile biancorosso 4 punti parecchio preziosi.

Preziosi perché in compenso il mese di novembre si annuncia decisamente più complesso. Il 3 novembre arriverà il derby casalingo con la solidissima Virtus Bologna e dopo il turno di riposo ci saranno due trasferte semi-impraticabili a Sassari e Milano, inframezzate dall’impegno reggiano con Varese. Un percorso, almeno sulla carta, cosparso di cocci e vetri, di fronte a rivali toste e di grande qualità.

Anche pensando alla classifica, arrivarci a questa cavalcata con 8 punti sarebbe parecchio utile, senza contare l’impatto emotivo, particolarmente importante per una squadra che si sta ancora conoscendo e che si nutre di fiducia.

Le ambizioni e la realtà sono ovviamente piani distinti, e né con Pistoia né con Pesaro si possono dare risultati scontati.

I confronti casalinghi con i pistoiesi degli ultimi due anni lo ricordano: nel novembre 2017, la Grissin Bon di Menetti distrusse i toscani per 90 a 42 ottenendo la prima vittoria stagionale, quella del rilancio; dodici mesi fa, il ko interno all’ultimo tiro portò alla prima vera crisi, con le contestazioni dei tifosi e, pochi giorni più tardi, l’addio a Ledo.

Due porte girevoli, che servono come promemoria per non sottovalutare l’impegno.

Anche questa versione dell’OriOra è stata costruita al risparmio, con italiani giovani e stranieri in cerca di ribalta o di rilancio, e sinora ha faticato, penalizzata ulteriormente da alcuni infortuni.

Dopo i tonfi iniziali con Trento e Virtus Bologna, ha incassato due sconfitte ancora più pesanti con Treviso e Roma, teoriche rivali di bassa classifica, e sia l’umore che il quadro tecnico non regalano luce.

La Grissin Bon, con i suoi tanti atleti di stazza, ha le caratteristiche adatte ad evidenziare i limiti della formazione di coach Carrea, ma occorrerà lavorare sull’intensità e la continuità, proprio gli aspetti in cui finora i biancorossi non hanno sempre brillato.

È alle prese con parecchi dolori di crescita anche Pesaro, una delle squadre dall’età media più bassa del torneo. I marchigiani, sempre alle prese con risorse economiche ridotte, hanno puntato su un gruppo molto verde, con diversi prospetti interessanti ma tutti da completare. L’inizio è stato difficile, tre sconfitte abbastanza nette inframezzate dal turno di riposo.

Il 20 ottobre andranno a Brindisi, contro una delle squadre più in forma della serie A, e con ogni probabilità la gara del 27 con Reggio sarà la prima concreta occasione per smuovere la classifica. Per quella data, dovrebbe recuperare alcuni elementi dalla panchina e l’inserimento del nuovo centro Chapman, appena ingaggiato.

Come Pistoia, la Carpegna Prosciutto ha fatto vedere poca tenuta ed ha una fisicità relativa. Due banchi di prova per valutare i progressi - tecnici e non solo - visti nelle ultime settimane in casa Grissin Bon. —





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