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BASKET SERIE A  

Fra cerotti e acciacchi Pistoia fatica a preparare la sfida con la Grissin Bon

A.A.

Martedì cancellato un allenamento a causa degli infortuni I toscani sbarcheranno a Reggio nel momento più buio 

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reggio emilia. Incerottata, impossibilitata pure ad allenarsi e disperatamente alla ricerca di punti preziosissimi.

Non sta vivendo momenti facili la Oriora Pistoia prossima rivale della Grissin Bon.

I toscani hanno inanellato quattro sconfitte nelle quattro gare disputate, e soprattutto gli ultimi due risultati hanno inciso parecchio sul morale, due netti ko contro le nepromosse Treviso e Roma, a propria volta a caccia di punti salvezza. A preoccupare più di tutto coach Carrea è però la tenuta fisica. Pistoia è alle prese con parecchi infortuni che incidono sulle gare e anche sulla possibilità di allenarsi. La guardia titolare Jean Salumu è ferma da dieci giorni e dovrà essere rivalutata.

Non è l’unico giocatore con problemi, tanto che martedì il caoch Carrea ha dovuto rinviare la seduta tecnica prevista per via delle troppe assenze. Per acciacchi vari, non erano disponibili Petteway, D’Ercole, Quarisa e l’aggregato Castelli, e lo staff non ha potuto far altro che dirottare i superstiti verso il lavoro individuali. A parte Salumu, gli altri giocatori dovrebbero essere sicuramente in campo domenica, ma chiaramente le difficoltà sono molto pesanti, soprattutto per un organico costruito nella massima economia, con pochi titolari affidabili e una panchina di italiani a caccia di consacrazioni. Ogni assenza intacca rotazioni già di loro scarne e in campo le sofferenze si vedono.

Nelle ultime sfide, Pistoia ha pagato dei cali di intensità in cui la difesa ha perso completamente vigore, mentre in attacco l’unica speranza diventavano le giocate individuali dei vari Petteway, Brandt e Johnson. In generale, poi, questa Oriora non è una squadra dalla spiccata fisicità, anzi, con pochi centimetri e pochi kg, e la ben più atletica Grissin Bon dovrebbe avere un vantaggio chiaro in questo senso. Discorso similare negli esterni, dove Buscaglia può contare su elementi più potenti e qualitativi con cui mettere grande pressione.

Tutto facile e scontato?

Non è decisamente il caso di sbilanciarsi, anzi.

Basta tornare al novembre scorso, quando Pistoia - sulla carta già condannata a cadere di fronte ai reggiani all’epoca guidati da Cagnardi - espugnò il Bigi con un canestro di Johnson allo scadere, dopo aver condotto a lungo. Uno dei momenti più brutti della passata stagione, segnato dalla contestazione dei tifosi e dall’addio a Ledo ed Elonu, che può servire da memorandum. Prendere sottogamba una rivale acciaccata e meno qualitativa può essere davvero pericoloso, se cala la concentrazione e si lascia spazio all’orgoglio e alla disperazione altrui.

A Pistoia anche il pubblico ha iniziato inevitabilmente a rumoreggiare, nonostante dal principio fosse chiaro che l’unico obiettivo sia quello di una salvezza sofferta. Il gruppo non sarà con l’umore alle stelle ma sarà pure con l’acqua alla gola, con tanta voglia di smuovere quella classifica già scomoda. E qualche elemento di grande qualità comunque c’è, a partire da Terren Petteway. Nel novembre di tre anni fa, alla prima esperienza toscana, regalò una indimenticata prova da 43 punti con 10 triple proprio contro Buscaglia e la sua Trento. L’allenatore biancorosso sa bene quali siano le doti offensive dell’ala statunitense, capace di generare parziali da solo con giocate di puro talento, difficili da arginare. Petteway tende a patire le difese sporche, che mettono le mani addosso e lo costringono a creare dal palleggio togliendoli le soluzioni perimetrali; Reggio ha tanti marcatori adatti allo scopo, ed è probabile una staffetta ad alto tasso di aggressività. —

A.A.

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