L’ex Mussini ha un piano «Fermare Johnson Odom»
Il playmaker reggiano è oggi uno dei punti di forza della squadra marchigiana «Reggio è in un ottimo momento di forma, ma noi dobbiamo vincere»
Il ragazzo prodigio, dal sicuro avvenire e destinato a palcoscenici prestigiosi: così fino a qualche anno fa si parlava di Federico Mussini, play-guardia classe ‘96 cresciuto con grandissime prospettive nel settore giovanile della Pallacanestro Reggiana.
In realtà dopo il ritorno dall’esperienza americana “Musso” si è un po’ perso, non riuscendo a trovare continuità ed entrando in un vortice negativo. In estate è arrivata così la separazione da Reggio Emilia, che domenica ritroverà di fronte con la casacca della squadra che ha scelto per rilanciarsi: Pesaro.
Mussini, per lei domenica non sarà certo una gara come le altre…
«Ci siamo già affrontati in precampionato, ma è la prima volta che sfido Reggio in una gara ufficiale. Sarà quindi strano affrontare la mia vecchia società, anche se giocando a Pesaro non sentirò l’emozione come quando tornerò al PalaBigi».
La vostra prima vittoria deve ancora arrivare. Sta preparando lo scherzetto dell’ex?
«Proveremo a vincere, ben sapendo che non sarà facile. Reggio è una squadra costruita molto bene con giocatori di talento, e viene da tre vittorie consecutive che dimostrano la caratura del gruppo».
Cosa dovrete limitare della Grissin Bon per portare a casa i due punti?
«Johnson Odom. E’ la bocca da fuoco principale, conosciamo le sue caratteristiche e ha già dimostrato in amichevole di poterci fare male. Inoltre dovremo essere bravi a contenere Mekel, che è abile a mettere in ritmo i compagni. Su questo ci concentreremo in questi giorni di preparazione al match».
Come procede la sua ambientazione nelle Marche? Finora risulta tra i più positivi della truppa guidata da coach Perego.
«Mi sto trovando molto bene sia da un punto di vista cestistico che ambientale; a Pesaro infatti c’è il mare e questo è un aspetto che influisce molto sulla vita privata di un giocatore, mentre in campo sto trovando il giusto spazio per esprimere le mie capacità, sperando di fare sempre meglio nel corso della stagione».
Facciamo un passo indietro. I motivi del suo addio a Reggio?
«Quest’estate la società mi ha comunicato che non avrei fatto parte del nuovo roster, e allo stesso tempo Pesaro mi corteggiava facendomi sapere che da loro avrei trovato spazio e mi sarei sentito protagonista. Così è avvenuto il trasferimento».
Se dovesse scegliere il momento più alto della sua esperienza in biancorosso? E invece quello più negativo?
«Il ricordo più bello che conservo è sicuramente la sfida di Eurocup col Bamberg al Paladozza, mentre l’infortunio nella serie con Venezia mi ha negato la possibilità di disputare una finale scudetto a soli 18 anni: ho fatto molta fatica ad accettarlo». —
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