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«Ci siamo complicati la vita, ma ai ragazzi non rimprovero nulla»

«Ci siamo complicati la vita, ma ai ragazzi non rimprovero nulla»

L’allenatore granata e la sua analisi della Reggiana «Non puoi non amare questa squadra»  

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Il mister

Max Alvini, a fine partita è triste. Ma sorride. E’ triste perché anche questa volta la sua Reggiana è stata a un amen dal prendersi tutta la posta in palio in una partita che - pur tra mille difficoltà e qualche errore - ha dominato e cercato di vincere dal primo al novantacinquesimo. E sorride. Sorride perché sa comunque di avere tra le mani una gran bella squadra. Appena si affaccia in sala stampa, Alvini è visibilmente provato, fatica a trovare le parole «... Una sequenza così .. ha dell’incredibile. Prima abbiamo segnato, poi abbiamo centrato il raddoppio, dopo mezz’ora eravamo 2-0, abbiamo cercato il terzo gol, il quarto, poi per una ingenuità, siamo rimasti in dieci, gli avversari hanno accorciato le distanze».

Il secondo gol del Rimini era in fuorigioco? «Non so.. Forse nemmeno il rigore contro di noi era chiarissimo, ma alla fine siamo stati noi a complicarci la vita».

Parla con tenerezza, Alvini, come se parlasse di un figlio, ovvero di qualcuno a cui non puoi non voler bene: «Questa squadra - dice - sta costruendo qualcosa di importante, la gente lo vede. Dobbiamo fare un passo, ancora, ne siamo consapevoli. Ma come si fa a non voler bene a questa squadra». —

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