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Il tecnico granata 

Max Alvini cita Celentano per descrivere la sfida: emozione che non ha voce

Cristiana Filippini
Max Alvini cita Celentano per descrivere la sfida: emozione che non ha voce

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Certezze e incognite. Sono questi gli elementi predominanti alla vigilia del derby del Secchia. Le certezze sono le assenze di Marchi e Lunetta per problemi fisici e di Kargbo e Martinelli per squalifica. Le incognite sono legate alle condizioni e alla tenuta fisica di Costa, Rozzio e Rossi.

Mister, cosa è rimasto del pari col Rimini?

«La consapevolezza che abbiamo regalato la partita e la colpa è solo nostra per gli errori individuali che abbiamo commesso. Ma nessun processo, sto lavorando per eliminarli».

Contro le squadre più deboli fate fatica. C’è una spiegazione?

«La sto cercando anche io perché voglio capire, ma sono convinto che invertiremo la tendenza. Ma resto dell’idea che, a parte forse la gara contro l'Imolese, in tutte le altre abbiamo dominato».

Ora è tempo di derby.

«Cosa posso dire di questa gara? È un’emozione che non ha voce - dice Alvini facendo sue la parole di una canzone di Adriano Celentano - e c’è poco altro da aggiungere. E questa emozione non mi permette di dire tante altre cose».

Ha visto le ultime due prestazioni del Modena. Che impressione le ha fatto?

«L’impressione è quella di una squadra più forte dell'attuale classifica. È stata costruita per fare un campionato un po’ diverso rispetto a quello che sta facendo».

Scappini, Rossi e Costa: che aggiornamenti ci sono?

«La mia intenzione - prosegue il tecnico dopo una lunga pausa - è quella di metterli in campo tutti e tre, ma non se ce la faccio. Punto. Rozzio e Rossi mercoledì non hanno giocato perché non erano nelle condizioni di poterlo fare».

Le fa più paura il Modena o la Reggiana?

«Non mi fa paura niente. La Reggiana non mi ha mai fatto paura ma anzi mi esalta e mi da adrenalina pura. La Reggiana mi fa sentire un allenatore felice. E degli avversari non mi fa mai paura nessuno, non esiste proprio».

Arrivate a questa gara molto arrabbiati.

«La mia squadra deve arrivare a questa gara non arrabbiata ma con in testa quello che deve fare. Siamo consapevoli di avere lasciato dei punti mercoledì ma arriviamo a questa gara con la voglia di fare bene. E sappiamo che possiamo fare bene».

Per Tosi, Amadei e Salerno non sarà una gara come le altre.

«Noi dobbiamo pensare al campo. Poi è logico che per loro, ma anche per noi, questa gara ha un significato diverso. E faremo di tutto per regalare a loro le gioie che giustamente si meritano».

Che aria si respira in città tra i tifosi?

«I tifosi non straordinari. Hanno un amore incondizionato per questa maglia e siamo consapevoli di quello che rappresenta per loro questa partita».

Riuscirà a staccare la spina anche solo per un minuto o è già completamente calato nel clima derby?

«Farò due passi in piazza Prampolini per partecipare ad una iniziativa benefica ma faccio fatica a staccare. Dopo una partita come quella di mercoledì passi la notte ad occhi aperti a guardare il soffitto. Ma va bene così perché faccio quello che mi piace e sono felice di farlo. La mia passione è questa e sono innamorato di questo lavoro». —



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