Gazzetta di Reggio

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Amadei si gode la sua rivincita «Loro scarsi»

Roberto Tegoni

Il patron riceve complimenti e replica a un contestatore Fuori dallo stadio la sua auto presa a calci da alcuni tifosi

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«Un presidente, c’è solo un presidente» canta la curva Montagnani all’indirizzo di Romano Sghedoni quando il numero uno del Modena entra in campo al momento del riscaldamento della sua squadra. Ma il protagonista del derby del Secchia è un altro Romano. Si chiama Amadei e da qualche mese ha attraversato la via Emilia in direzione ovest assieme a Carmelo Salerno e al direttore sportivo Doriano Tosi.

Ma veniamo ad Amadei. Il volto disteso di chi si è preso una bella rivincita. Non lo ammetterà mai, tuttavia gli occhi parlano più di mille parole e il Romano granata ha gli occhi di un bambino che è stato allontanato dagli amici di sempre del campetto per la solita partitella e il giorno dopo l’ha buttata dentro tre volte con la maglia dei “nemici” storici e se n’è tornato a casa col pallone sotto il braccio, lasciando ammutoliti gli “amici” di prima. Ammutoliti, o quasi. Perché al triplice fischio il patron della Reggiana è lì che si sta godendo il successo e gli “amici” gialli, indispettiti e quasi increduli che Amadei possa far vincere anche gli acerrimi rivali si rivolgono a lui con ironia e disprezzo: «Complimenti, complimenti e grazie per tutto il resto!» e «Ti batte il cuore? Ti batte il cuore che ha vinto la Reggiana?» e poi ancora «alla fine porterai a casa quello che portiamo a casa noi! Zero! Hai speso dei soldi, ma finirai a metà classifica come noi!».

Amadei non si scompone, o quasi. «Cos’ha da dire lei? Lei ha dei problemi, veda un po’!” e infine spedisce il vecchio “amico” canarino con un glaciale «Oggi il Modena ha perso perché purtroppo – avverbio scelto non a caso – ha una squadra scarsa! E noi abbiamo vinto perché siete scarsi!».

In mezzo a tanta irriconoscenza, c’è anche chi ha ovviamente ricorda i tanti successi del passato, con strette di mano e complimenti che «mi hanno fatto commuovere».

Il bambino Romano Amadei, soddisfatto della vittoria della sua nuova squadra coi suoi nuovi amici, non lesina rimproveri ai nuovi compagni di squadra: «Ho sofferto un po’ troppo, questa squadra doveva vincere prima e mi ha fatto un po’ star male – ammette il patron –. Sono felice per la vittoria, ci mancherebbe altro, però abbiamo sofferto troppo. Comunque lamentiamoci sempre di queste cose, perché soffriamo, ma non certamente del risultato e delle prestazioni».

Le avventure del bambino felice Amadei non finiscono qui. Perché nel tornare verso casa, sempre col pallone sotto il braccio, viene inseguito dagli “amici” di prima che lo prendono a calci (la cronaca parla della sua vettura presa a calci mentre il patron e consorte lasciano il Braglia, con specifica richiesta di non essere scortato dalla Digos) ma lui, imperturbabile, non si scompone e torna a casa. Non lo ammetterà mai, ma si è preso una bella rivincita. E un paio di pedate alla vettura, paradossalmente, riempiono il cuore oltre il limite.

La compagine societaria granata, presente al gran completo ad esclusione del ss Doriano Tosi, da qualche tempo si è allargata con l’ingresso dell’architetto Carmelo Salerno, parallelamente all’ingresso di Amadei. Bocca cucita per il nuovo socio, anche se, dopo essere stato gentilmente indotto a prendere la porta d’uscita dal club canarino, possiamo solamente immaginare la soddisfazione per questa vittoria.

Chi non si è tirato indietro dai microfoni è il presidente Luca Quintavalli: «Tanta sofferenza perché non è stata una bella partita – spiega – ma tanta soddisfazione per aver portato a casa il derby da presidente. Voglio dedicare questa vittoria a Chiarino Cimurri, una persona che ha fatto tanto per lo sport reggiano. Glielo dobbiamo». Volti raggianti anche per gli altri soci, Giuseppe Fico, Mauro Carretti e Gianni Perin, sempre al seguito della squadra. —





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