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Dal Boca Barco alla serie A: la favola dei fratelli Traorè

Massimo Sesena
Dal Boca Barco alla serie A: la favola dei fratelli Traorè

In gol con l’Atalanta contro l’Udinese, Amad è il primo 2002 a segnare in serie A. Suo fratello Junior, 19 anni, è in forza al Sassuolo di mister De Zerbi

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BIBBIANO. «Io ero in auto e ascoltavo le partite alla radio. E quando ho sentito che l’Atalanta stava vincendo di larga misura, ho pensato: ecco, è il suo momento». Enzo Guerri, storico dirigente del Boca Barco, in quel momento stava pensando ad Amad Traorè, il giovanissimo attaccante ivoriano cresciuto nelle giovanili della società matildica e poi subito volato via, verso palcoscenici di grande prestigio. E con lui, prima di lui il fratello, Junior, prelevato dall’Empoli e oggi nella rosa del Sassuolo di De Zerbi.

«Il piccolino è più forte del grande». Oggi tutti lo avevano detto. Ma tant’è: Amad ha mantenuto le promesse. E domenica, complice una partita senza problemi per buona parte dei 90 minuti, il baby ha potuto giocarsi le sue carte senza rischiare di bruciarsi. Con la leggerezza di un millenials e con la squadra avversaria ormai stesa al tappeto Amad ha segnato finendo per essere il primo giocatore del 2002 a risultare tra i marcatori della massima serie. A Barco, quei due ragazzi arrivati con la madre dalla Costa d’Avorio, se li ricordano bene. Anche perché - il paese e la società dilettantistica del Boca Barco - li avevano in qualche modo adottati. «Quei due - ricorda Guerri - sono arrivati a Barco che avevano poco più dei vestiti che indossavano». Era il 2015, i due bambini erano arrivati assieme alla madre. Ma con un obiettivo preciso: giocare a calcio, far vedere quel che sapevano già fare, per via del padre che è rimasto in Costa d’Avorio, «dove gestisce una scuola calcio» dice Guerri.

Legatissimo ai due Traorè e in particolare ad Amad è il primo allenatore italiano dei due fratelli. Denis Cerlini che li ha visti crescere e poi se li è visti portar via senza troppi complimenti. «Venerdì - sottolinea Cerlini - mi ha mandato un messaggio su Whatsapp per dirmi che Gasperini lo aveva convocato in prima squadra». Una grandissima notizia, per Amad che peraltro aveva già fatto parlare di se nella partita che aveva giocato all’Academy Stadium di Manchester nella Youth League dove aveva contribuito al 3-1 finale dei ragazzi della “Dea” con un gol e un assist da applausi.

E l’eco di quelle gesta deve aver convinto Gasperini a convocarlo in prima squadra, anche se il “Gasp”, questo «talentino» lo teneva d’occhio da un po’ e voleva soltanto evitare che si bruciasse o si montasse la testa. A Barco di certo, la testa non se la montano , dal momento che per aver ceduto i loro talenti a Sassuolo e Atalanta, non hanno ricevuto nulla. Nemmeno quei 18mila euro che i regolamenti federali prevederebbero per le società che “crescono” giocatori che poi finiscono in serie A. «Per ragazzi come quelli - dice Cerlini - 18mila euro non sono nemmeno un riconoscimento adeguato. Per Junior abbiamo chiesto inutilmente e lo stesso dovremmo fare per Amad ma non ci speriamo. Sono regolamenti assurdi, che vanno cambiati». —
 

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