La missione della Grissin Bon fermare il carro armato Virtus
Domenica al Bigi i biancorossi ospitano la prima della classe ancora imbattuta Dopo quattro successi di fila la squadra di coach Buscaglia ha grande fiducia
Missione compiuta. La Grissin Bon conclude il mese di ottobre con la quarta vittoria consecutiva, una striscia positiva che la manda al secondo posto in classifica e ora guarda all’attesissimo derby con la Virtus Bologna. Un confronto da piani alti, almeno ad oggi.
Da un lato i biancorossi a quota 8 e in un periodo di palese crescita, dall’altra la ricchissima Virtus della superstella Teodosic, ancora imbattuta in campionato. Negli ultimi anni i derby hanno spesso regalato scintille, e in casa bolognese tanti si sono legati al dito le due sconfitte fatali patite a Reggio all’ultima giornata: nel 2016 il ko sancì la retrocessione delle V Nere, due anni fa le escluse dai play off dell’indimenticabile gara di addio di Della Valle e Reynolds.
Ora la musica è cambiata, la formazione di Djordjevic è un carro armato tosto e massiccio, che difende forte ed ha grande profondità. Oltre ad uno dei pochi fuoriclasse veri di questo campionato, Milos Teodosic. Sabato a Brescia la Leonessa ha messo alle corde la Virtus prima che il play serbo chiudesse i conti tutto da solo.
Solo la possibilità di vedere da vicino uno dei più commoventi passatori della storia del basket varrebbe il prezzo del biglietto, per certi versi, specialmente di fronte ad un altro artista della materia come Mekel. La Grissin Bon di sicuro non avrà voglia di fare da spettatrice. E se le vittorie con Pistoia e Pesaro – molto meno semplici di quanto dicesse la classifica – sono state una prova di maturità, adesso si prova direttamente il grande salto. Battere Bologna regalerebbe la conferma del secondo posto e porterebbe con sé un notevole carico di entusiasmo, oltre che di pressione e visibilità.
Ma anche questa, con una domenica di riposo a seguire, si potrebbe gestire al meglio. Si potrebbe dire che battere le ultime della classe, ancora senza vittorie, fosse doveroso. Forse, ma in un campionato di continue sorprese non era certo scontato, e questo è un merito non da poco per il gruppo di Buscaglia. Contro la Virtus, Reggio dovrà confermare gli aspetti positivi emersi sino ad ora e ridurre invece i cali di intensità, quelli in cui la difesa si siede e l’attacco si affida un po’ troppo alle “zingarate” individuali. Anche perché questa volta non ci saranno grandi vantaggi fisici da sfruttare. I bianconeri sono massicci, profondi e con due play ben sopra ai 190 cm a dettare i ritmi. La difesa sarà chiamata a uno sforzo costante e i vari Upshaw, Owens e Fontecchio dovranno garantire fisicità e impatto atletico vicino a canestro, per evitare sofferenze e non lasciare alla Virtus troppe seconde opportunità.
L’aggressività è fondamentale anche per spremere ulteriormente i rivali, impegnati anche in Eurocup sia questa settimana che la prossima; e sia Reggio che Buscaglia sanno bene quante energie fisiche possa richiedere la seconda competizione europea. Come in ogni derby, non mancano le storie. Difficile pensare che sia una gara normale per Fontecchio, cresciuto nella Virtus da cui è stato sgarbatamente ripudiato in estate.
O per Candi, fortitudino dalla nascita. E pure per Poeta, grande ex del passato. Tanti spunti, ma alla fine si torna poi a casa: questo è un un confronto diretto fra cugine della via Emilia che non si sono amate mai. Né mai lo faranno. I tifosi lo sanno, le squadre anche. Basterebbe questo. —
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