Il biancorosso Fontecchio in lotta con il proprio passato
L’ala della Grissin Bon è cresciuta nel settore giovanile della Virtus Bologna In estate sembrava certo il suo ritorno, ma è arrivato il no di Baraldi e Zanetti
In estate sembrava cosa fatta. Attorno alla metà di luglio, Simone Fontecchio era virtualmente virtussino.
Poi accadde l’imprevedibile. Il ritorno dalla “mamma” bolognese - l’ala di Pescara è stata svezzata nella cantera bianconera - saltò quando sotto le due torri quelli sempre molto bene informati parlavano con insistenza di un accordo biennale da 400mila euro.
Con stupore generale, l’accordo non venne però mai messo nero su bianco e il giocatore, liberato dall’Olimpia solo pochi giorni prima, il 18 luglio disse sì alla Pallacanestro Reggiana che per anni l’aveva corteggiato e che non aveva mai mollato la presa nonostante le voci dell’imminente matrimonio con la Vu nera.
A svelare i particolari sul suo mancato approdo alla corte di coach Djordjevic era stato a campionato iniziato il dirigente bianconero Luca Baraldi.
«Quella su Fontecchio è stata una scelta mia e di Zanetti - aveva rivelato a un sito bolognese - riflettendo da un punto di vista di dignità: non per quel che riguarda il giocatore, ma perché se un giocatore viene lasciato libero da Milano non è adeguato alla Virtus. È un ragionamento generale, non siamo il collettore di chi non può far parte dell’Olimpia. Chi non serve a Milano non serve nemmeno a noi, e la tifoseria non c’entra».
Le parole di Baraldi non erano cadute nel vuoto e per giorni s’erano sprecati sui social i commenti dei tifosi tanto reggiani quanto bolognesi.
Al di là della telenovela estiva, di certo c’è che in maglia biancorossa Fontecchio male non sta facendo.
Fra gli italiani più atletici della lega, l’ala può giocare da esterno e da lungo tattico, sfruttando di volta in volta la forza e la velocità. Tatticamente, permette al coach Maurizio Buscaglia di alzare e abbassare i quintetti a proprio piacimento.
Per il giocatore, il principale scoglio era il tornare a mettersi in gioco per molti minuti visti i ridotti spazi in campo avuti a Milano. Con la Grissin Bon, il 24enne di 203 centimetri d’altezza sta viaggiando a una media realizzativa di 9.3 punti in 24.5 minuti (50% da due e 23.8% da tre), oltre a 3.3 rimbalzi e 1.3 assist.
Altri numeri, in buona sostanza, rispetto a quelli della sua ultima stagione milanese.
A Reggio, Fontecchio, era arrivato come ultimo innesto italiano e senza dubbio del lotto dei tricolori è stato il nome più roboante e, considerate le insistenti voci del suo approdo alla Virtus, senza dubbio il più insaspettato.
In realtà non era mai stato un segreto il corteggiamento da parte del ds Alessandro Frosini in tempi precedenti.
La Pallacanestro Reggiana aveva infatti bussato alla porta dell’agente del giocatore già nell’estate 2016. Come noto, però, si fece sotto l’Olimpia con un’offerta decisamente più consistente rispetto a quella che poteva mettere sul piatto il club reggiano.
Domenica, in un derby già carico di significati visto che la Virtus sbarca in via Guasco da capolista imbattuta, l’ala biancorossa vivrà una sfida nella sfida. La lunga militanza bianconera, il matrimonio sfumato in estate rappresentato il passato, il presente lo vede titolare di una Grissin Bon che ha una gran voglia di abbattere la regina di questo primo scorcio di stagione. —
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