Gazzetta di Reggio

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La mente della squadra 

Nella Reggiana dei tanti attori brilla il regista Fausto Rossi

Marco Bertolini

Il talento 28enne sta trovando in granata la continuità che gli è spesso mancata Max Alvini non si vorrebbe mai privare delle sue geometrie e dei suoi piedi buoni 

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La squadra di Max Alvini ha confermato anche in una partita importante come il derby contro il Modena di essere tra le squadre in grado di esprimere il miglior calcio di tutta la serie C. I riflettori in questo entusiasmante inizio di campionato si sono accesi spesso su alcuni attori protagonisti, ad esempio su Stefano Scappini, bomber da 6 gol in 9 partite, oppure sul capitano Alessandro Spanò che ogni domenica inanella prestazioni da incorniciare guidando la difesa granata con il suo talento e la sua esperienza.

Ma guardando alle statistiche e soprattutto a quello che avviene in campo, una menzione speciale la merita sicuramente Fausto Rossi, il regista della Reggiana di Max Alvini.

Il torinese 28enne è arrivato quest’estate quasi in punta di piedi da svincolato ed ha sposato immediatamente il progetto granata. «Dopo aver parlato con il direttore Tosi che mi ha illustrato il progetto tecnico del mister – dichiarò al suo arrivo a Reggio – sono stato convinto subito dall’idea di calcio che si vuole portare avanti e abbiamo trovato subito l’accordo senza problemi».

Sin dalle prime amichevoli estive Rossi ha preso in mano le redini del centrocampo granata, diventando un calciatore imprescindibile nel sistema di gioco di Massimiliano Alvini per la sua capacità di dettare i giusti tempi di gioco, confermando quanto affermato nella conferenza di presentazione. «Mi piace giocare palla a terra con il fraseggio corto e dare equilibrio in campo».

Classe 1990, Rossi, è stato un vero giramondo del pallone, e dopo aver fatto tutta la trafila delle giovanili nella Juventus, con cui ha vinto da capitano due tornei di Viareggio, complice anche qualche infortunio di troppo, ha cambiato 7 squadre in 9 anni. Nella carriera di Rossi spiccano le esperienze nella Liga spagnola durante la quale ha segnato «il gol più bello della carriera» con cui ha affondato il Barcellona di Messi e Suarez con la maglia del Real Valladolid e nella serie A romena con l’Universitatea Craiova con cui ha alzato al cielo la coppa nazionale.

Uscito dal settore giovanile bianconero con l’etichetta della grande promessa, per lui anche 25 presenze nell’Under 21, fin ad oggi non era riuscito a dimostrare compiutamente il suo talento.

A Reggio Emilia Fausto sembra aver finalmente trovato la continuità che gli è sempre mancata. «Dopo aver vissuto importanti esperienze all’estero sono tornato in Italia per rilanciare la mia carriera – ha rimarcato più volte Rossi - e sono contento di poterlo fare in una realtà importante come la Reggiana».

L’entusiasmo di una piazza che finalmente sta tornando a sognare il grande salto in serie B dopo oltre vent’anni sta facendo il resto.

Mister Alvini sembra non voler fare mai a meno delle sue geometrie, anche quando non è al 100% . Fino ad oggi è partito sempre nell’undici iniziale tranne che nella partita serale contro il Rimini, ma anche in questa occasione quando c’è stata la necessità di sbloccare la partita Fausto ha stretto i denti negli ultimi trenta minuti, guidando il forcing granata alla ricerca del gol vincente.

Anche domenica sul campo del Braglia, Rossi, che ha giocato nonostante non fosse al meglio, non ha sbagliato un solo pallone e con la propria esperienza ha aiutato i granata a portare a casa un derby più importante dei tre punti che erano il palio, dopo i risultati delle partite contro Vicenza e Rimini.

Ora la speranza è che questo campionato si trasformi nell’occasione del rilancio definitivo sia per Fausto che per la Reggiana. —





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