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«Con la Virtus ci spingerà un palazzo pieno»

Adriano Arati
«Con la Virtus ci spingerà un palazzo pieno»

Gal Mekel, il cervello della Grissin Bon, si prepara al confronto diretto con il fuoriclasse bianconero Milos Teodosic

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«Motivazioni per il derby? Quando entri in campo con un palazzo già pieno le motivazioni sono già tutte lì».

Di gare calde e sentite Gal Mekel ne ha viste e giocate parecchie, nella sua carriera fra Europa e NBA, domenica potrà vivere anche il suo primo derby della via Emilia, un appuntamento che i tifosi sentono davvero parecchio come le prevendite confermano.

Oltre al consueto campanile, ci sarà anche il piacere di vedere tre artisti del passaggio come l’israeliano, Teodosic e Markovic, ulteriore ciliegina a una sfida che odora pure di alta classifica.

Con un contesto simile, e un pubblico già caldo, trovare la spinta non sarà un problema, assicura il regista biancorosso: «Quando esci dal tunnel e vedi il palazzetto pieno hai già tutte le motivazioni che ti servono, poi c’è la rivalità fra le tifoserie, ed affrontiamo una delle squadre migliori del campionato, è ancora imbattuta, è molto solida, ci divertiremo e cercheremo di fare del nostro meglio».

La sfida di domenica vedrà sullo stesso parquet Gal Mekel, Milos Teodosic e Stefan Markovic. Manca Rodriguez, altrimenti tutti i migliori play puri della serie A si ritroverebbero insieme.

«Teodosic e Markovic sono grandi giocatori, hanno tanto talento, ma la loro presenza non cambierà il modo in cui affronterò la gara rispetto al solito. Io rispetto ogni avversario, studio sempre ogni rivale, sia prima che durante il match, voglio provare a battere loro due come voglio provare a battere ogni giocatore che affronto. La preparazione non cambierà, cerco sempre di approcciarmi al meglio a ogni impegno e a ogni avversario», sorride Mekel.

Oltre che alla Virtus, il giocatore pensa alla sua Grissin Bon e al suo inserimento, rallentato dalla preparazione a strappi.

«Stiamo crescendo, stiamo ottenendo risultati e stiamo migliorando sempre più la coesione e la chimica fra di noi. A livello personale, credo di avere un buon margine di crescita. Fisicamente non sono ancora al 100% ma sto lavorando tanto assieme allo staff medico, posso crescere ancora e posso fare meglio».

Già ora, comunque, la sua sapienza si è vista eccome, messa al servizio di quella che definisce «una squadra versatile, con tante armi offensive. Come gruppo siamo ancora lontani dal massimo del nostro potenziale, abbiamo spazio per crescere. Ora dobbiamo pensare alla difesa, la priorità deve essere quella».

Si guarda alla difesa, perché «in attacco abbiamo talento, possiamo sempre un modo per segnare, in difesa dobbiamo lavorare per essere sempre tutti sulla stessa pagina, è importante anche per poter correre e alzare il ritmo».

Per Mekel, quella reggiana è la seconda esperienza in italiana dopo una stagione, nel decennio scorso, alla Benetton Treviso. Il campionato, per lui, oggi offre più qualità: «Credo che oggi ci sia più talento diffuso, più qualità. Rimane un campionato duro, di grande fisicità, in cui nessun risultato è scontato e puoi sempre vincere o perdere con chiunque. Ma per quello che ho visto sin qui, c’è maggior talento rispetto alla mia prima annata qui».

Nella sua lunga carriera, ci sono anche due tappe Nba. Prima ai Dallas Mavericks e poi, dopo una transazione di mercato, ai New Orleans Pelicans, quella che oggi è la nuova squadra del reggianissimo Nicolò Melli.

«Non ho visto le partite giocate sinora da Melli, posso dire che i Pelicans sono una grandissima organizzazione, che fa tutto il possibile per mettere a proprio agio i giocatori. Penso che Melli possa fare bene, ha tante qualità da quanto ho visto ha un ruolo importante in squadra, e sarà sicuramente messo nelle condizioni di esprimersi al meglio». —





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