Gazzetta di Reggio

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L’ironman Bertolani «Alle Hawaii ho concluso l’impresa della vita»

Aldo Spadoni

Il triathleta scandianese ha partecipato alla XterraWorld Championship una delle competizioni più famose e massacranti di tutto il mondo 

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il personaggio

Aldo Spadoni

Il triathleta scandianeseCristian Bertolani della New Motor Bike è riuscito nell'impresa di concludere XterraWorld Championship disputatosi con partenza e arrivo a Kapalu-Maui, splendida località in riva all'Oceano Pacifico nel paradiso naturalistico dell’arcipelago delle Isole Hawai.

Bertolani è uno sportivo a 360° avendo iniziato giovanissmo con il ciclismo con la storica maglia rossoblù del Gs Giacobazzi, alternando sempre lo sport delle due ruote allo studio. Altra sua passione è stato l’orienteering, disciplina nella quale, ancora minorenne, vinse il campionato italiano per ben tre volte.

A 22 anni iniziò l’avventura nella MTB nella squadra di Roberto Reverberi, la Navigare, formazione satellite della squadra professionistica, continuando a partecipare a numerose Gran Fondo.

Nel 1994 Bertolani scoprì la passione per la moto partecipando nel 1995 al Rally del Sahara e l’anno successivo al Camel Trophy con Giampaolo Giusti.

La grande passione per il mondo delle due ruote lo portò nel 2003 ad aprire il negozio New Motor Bike a Scandiano, continuando però a gareggiare a correre a livello amatoriale sia in mtb che nelle gare su strada, oltre a creare un team ai vertici nazionali anche a livello giovanile. La passione per il triathlon arrivò in seguito, partecipando all’edizione 2011 di XTenno, poi dal 2014 iniziò ad affrontare anche gare più impegnative per arrivare al triathlon-estremo. Le distanze Ironman di 3,8 km a nuoto, 180 km in bicicletta e 42 di corsa, sono gare massacranti dal punto di vista fisico vista la presenza di dislivelli e percorsi non asfaltati. Nelle ultime stagioni ottime le sue performance a Inferno Triathlon, Ironman Cervia, Xscanno e Livigno Icon. In questa stagione a luglio è giunto secondo di categoria alla XScanno ottenendo così il pass per la finale del circuito XTerra a Maui. Per preparare questo appuntamento lo scandianese si è cimentato in quota nella Livigno Icon conclusa con il tempo di 18h5' e all' Ironman Cervia dove ha fatto fermare il cronometro sul tempo delle 10h25'.

Queste le emozioni avute in una delle gare più famose al mondo: «Il giorno primo della gara guardando l'Oceano Pacifico in tempesta un po' di paura e preoccupazione c'era, poi mi sono detto che ero qui in questa splendida, cornice unica al mondo per portare a casa questa bellissima avventura, senza pensare al risultato tecnico».

«Al termine della competizione - rivela - ero stanchissimo ma felice di aver concluso la gara tra quelle mondiali più difficili e importanti che un praticante di questo sport, comune mortale, possa fare. Ero sereno e senza ansie, come se fosse la gara del paese dove vivo, anche se ero arrivato alle Hawaii non proprio allenato, vivendo di rendita con gli allenamenti e le gare lunghe fatte ultimamente».

Ma come ha realmente vissuto questa grande avventura?

«L’ho vissuta nel modo migliore, faticando e dando il massimo come sempre faccio in gara, ma divertendomi e godendomela in ogni suo momento. Ero già appagato dal lusso di poter essere qui con i miei figli e con il mio compagno di squadra e amico Filippo Crovetti in uno dei posti più belli al mondo. Durante la gara ho pensato a quanto il nostro cervello sia abile nello scegliere in modo inconscio che cosa è veramente è importante; essere arrivato 220° non importava, perché per me era come fossi arrivato primo, perché non avrebbe cambiato minimamente la mia soddisfazione che aver coronato l’impresa e il sogno di una vita». —



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