Il settimo sigillo di Scappini «Dedico la vittoria a Spanò»
L’attaccante decisivo anche nel raddoppio di Rozzio all’ultimo istante «Ho disturbato il portiere, l’ho toccato ma non gli ho dato una spallata»
Non si può che partire dalla fine. Dall’ultimo istante, dal gol del 2-1 della Reggiana. C’è stato o no un intervento falloso di Scappini sul portiere avversario? Diciamoci la verità, pare proprio di sì. Ed onestamente il centravanti granata da la sua versione. «Sul calcio d’angolo ed il colpo di testa di Rozzio io mi sono disinteressato del pallone, sono andato per disturbare il portiere, non gli ho dato una spallata, ma un contatto probabilmente c’è stato, non se dire quando possa aver inciso sul fargli sci volare dalle mani la palla, l’arbitro ed il guardialinee non hanno avuto dubbi, sono situazioni che nel calcio succedono, a volte vanno bene a te, altre agli avversari».
Per Scappini, arrivato al settino centro stagionale, piuttosto val la pena di sottolineare il «gran cuore della Reggiana». Che, dice, pur in una situazione difficile ha avuto il merito di «crederci sempre, la forza di reagire allo svantaggio e di non accontentarsi del pareggio ma di provare comunque ad andare a vincerla».
Il centravanti dedica la vittoria al capitano, Alessandro Spanò, uscito malconcio per una botta al ginocchio, quello già operato e che oggi si sottoporrà ad esami strumentali per avere una diagnosi esatta. Partita difficile, ammette, Scappini, forse la più difficile per la squadra e lui personalmente. «Potrei- dice a chi gli chiede le sue condizioni al termine del match- stare meglio, mi trascino questa fascite plantare che mi impedisce di allenarmi come vorrei e dare di conseguenza un apporto maggiore alla squadra».
Anche per questo ha scaricato con forza in rete la palla del pareggio?
«Sì, avevo rabbia in corpo perché le cose non ci riuscivano come in altre occasioni, è stata una bella giocata di Haruna, Staiti e Brodic, io mi sono fatto provare pronto al posto giusto nel momento giusto».
Non a caso 3 entrati dalla panchina…
«Sì i cambi hanno invertito l’inerzia del match, segno evidente e riprova, una volta di più, che siamo un ottimo gruppo, unito, coeso, che anche chi non gioca sempre o dall’inizio è pronto a dare il proprio apporto».
La sensazione è che la palla girasse più lenta di altre partite, assenza di Rossi o merito della Samb?
«La seconda, la Samb è un’ottima squadra, pronta a chiudersi dietro e ripartire in contropiede, ci ha creato non pochi problemi con le ripartenze, ormai dobbiamo mettere in conto che le altre ci studiano, hanno capito il nostro modo di giocare, per noi sono 6 punti e non 3, proprio perché guadagnati contro una formazione di tutto rilievo, è importante saper vincere e portare a casa anche partite sporche, in cui se fosse finita in pareggio non si poteva certo sostenere che gli avversari non l’avessero meritato».
Una parola su Fosco, esordiente portiere marchigiano. Errori simili non rischiano di pesare sulla carriera?
«Mi auguro e gli auguro di no, ha fatto anche buoni interventi, è stato bravo, poi gli errori, ci fosse o meno il fallo, succedono, bisogna aver la forza di guardare avanti». —
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