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Prova di forza della Virtus la Grissin Bon si deve arrendere

Linda PIgozzi
Prova di forza della Virtus la Grissin Bon si deve arrendere

In un pala Bigi sold out, Bologna domina il derby. I biancorossi non riescono a raggiungere neppure i sessanta punti

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Si sarebbe potuto far di più. Si sarebbe dovuto far meglio. La Grissin Bon si lascia mangiare dall’ingorda Virtus che in via Guasco banchetta per la settima volta dall’inizio della stagione.

La forza dei bianconeri è impressionante sui due lati del campo e gli uomini di Buscaglia ne sono storditi, tanto da chiudere il sofferto derby sotto i sessanta punti. Una miseria per un gruppo che, seppur con avversarie decisamente meno consistenti delle granitiche Vu nere, stava fornendo buoni segnali di crescita.

Di là però stavolta c’è un sistema solido e all’apparenza infallibile. E Reggio lo subisce senza dar l’idea di aver provato realmente a scalfirlo.

Djordjevic disegna una difesa che copre tutti gli spazi e toglie il tiro da tre ai reggiani (2/19, alla conta finale). Soffocati, di fatto, i tiratori di casa, il coach bianconero fa girare il proprio attacco in modo eccelso con la Grissin Bon che, attonita, subisce.

E subisce.

Lo fa in buona sostanza sin dalla palla a due con Ricci che finalizza dall’arco e la Virtus vola subito in testa. Dal fronte reggiano, troppo labile, la replica arriva solo dopo 1’30” con l’appoggio di Owens.

Bologna trova punti relativamente facili in contropiede e, guidata da Gaines, comincia a scavare il solco, mentre Reggio, costretta a perdere palle d’oro, accusa il colpo. Al 3’, quando Buscaglia chiama un doveroso time out, l’armata bianconera è avanti 2-7. Mekel, al rientro in campo, trova un canestro che dà l’illusione della scossa.

Bologna parte da lì, invece, per stordire i biancorossi.

In un niente, approfittando delle distrazioni difensive di casa, le Vu nere sono volate sul 4-13 con la tripla messa a segno da Weems.

Bologna vola, dunque. Reggio prova ad affondare un colpo significativo: la schiacciata di Owens al 6’ vale il -5 (11-16) e un lungo brivido attraversa un Bigi stracolmo.

Di forza, la Virtus torna però a seminare i biancorossi, offensivamente fermi per due lunghi minuti dopo il cesto di Vojvoda (del 13-19) al 7’.

Il maleficio lanciato da Markovic (qualcosa come sei assist in 6’ per il back up della superstar Teodosic) lo spezza il volenteroso Candi che insacca il 15-21. Ma comanda la Virtus. E continua a comandare.

Schizza facile sul +10, Bologna. Quando, su una palla contestata fra Weems (che spinge) e Candi (che non molla) s’infiammano gli animi e si arriva al “battibecco” fra Markovic e Pardon che si beccano dagli arbitri un tecnico a testa. Bologna continua a farla da padrona con l’ottima difesa. Al 14’ Pardon la mette da sotto e il gap torna sui 10 punti tondi (19-29), fotografia iper-realistica dei valori in campo.

Il sistema offensivo bianconero impressiona per logica ed efficacia e la difesa reggiana arranca e mai riesce a scardinarlo. Neppure il sesto uomo, un Bigi in fiamme, riesce a far sbandare la fuoriserie di lusso di Djordjevic.

Reggio resta così mestamente sopra la doppia cifra di svantaggio. Ci resta sino al 19’ quando Johnson-Odom in contropiede infila il primo canestro dal campo per il 29-37.

Diventa incandescente il catino di via Guasco, negli ultimi secondi del quarto viene sanzionato un antisportivo a Johnson-Odom su Teodosic.

Servirà la prova video, in mezzo a proteste assordanti, prima che si ritratti e la star serba sia spedita in lunetta. Al suo 1/2 risponde con rabbia Johnson-Odom.

Neppure il tempo di festeggiare che la Virtus punisce Reggio con Hunter, stellare bocca da fuoco: è il 31-40 con cui le due contendenti imboccano il tunnel.

Il bomberone biancorosso traduce la rabbia in un ciuf all’inizio della ripresa. La sua tripla avvicina Reggio 34 a 42 ma quello di Johnson-Odom resta un acuto solitario.

Le Vu nere tornano a farsi violente, difendono alla morte, e rimettono gli avversari dietro di 11 lunghezze, ricacciati indietro dalla bomba di Markovic. Nuovo, incoraggiante, acuto di DJO ma il gioco da tre punti (40-47) della prima punta biancorossa viene presto annullato da una magia di Teodosic. Hunter ribadisce il concetto e, al 26’, la Grissin Bon languisce ancora sul -11 (40-51).

L’imbarcata arriva nel finale del terzo periodo con i biancorossi che subiscono tutte le ottime iniziative degli ospiti e crollano sul -18 (Hunter schiaccia il 40-56, poi il 2/2 di Pajola dalla riga bianca). Mekel interrompe l’agonia anche se poi il quarto – e con esso, virtualmente, pure la gara - si chiude con un errore di Vojvoda. Gli ultimi 10’ s’aprono con il gol di Pajola e con una magata di Teodosic che alza al cielo per Hunter ed è un canestro che vale il -20 e la definitiva coltellata al cuore reggiano.

Per leccarsi la ferita ci sarà tempo fino a sabato 16 novembre. Dopo la pausa, Reggio ripartirà da Sassari, altra big si spera più malleabile. —





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