Il socio Salerno «Porteremo la Regia in B»
L’architetto, entrato con il 25%, si presenta alla città «Sono qua perché amo il calcio e sono stato accolto»
«Sono contento di essere a Reggio nell’anno del centenario. Sono convinto che lavorando tutti insieme, società, squadra, amministrazione locale, imprenditori, riusciremo a portare la Reggiana finalmente in serie B». Mentre lo dice Carmelo Salerno, cerca con lo sguardo il ds Doriano Tosi, consapevole che giocare con le aspettative è sempre una questione delicata, un’arma a doppio taglio. «Non dobbiamo spaventarci - prosegue il nuovo socio granata - ma nemmeno illudere nessuno. Dobbiamo essere giustamente ambiziosi perché siamo una società forte, con un pubblico importante e imprenditori importanti che ci stanno appoggiando e che ci appoggeranno ancora di più. Per questo riusciremo ad ottenere ottimi risultati».
UOMO MARKETING
Carmelo Salerno è entrato nella Reggiana il 15 ottobre scorso con il 25%, una quota seconda soltanto a quella del patron Romano Amadei, che è al 26%. La presentazione è avvenuta per motivi di opportunità dopo il derby con il Modena, società che l’architetto ha contributo a rifondare l’anno scorso e che ha presieduto. «Il passaggio di quote però è avvenuto prima perché ho sempre vinto i derby al Braglia con la Reggiana e dunque per motivi scaramantici hanno voluto che entrassi subito...», ha scherzato Salerno.
Oltre Secchia l’imprenditore, che è titolare della Safim, che si occupa di progettazione e costruzioni, ha avuto un ruolo fondamentale nel gestire il marketing nei primi mesi di vita di vita della nuova società. Salerno ha trovato sponsor e partner e ha curato la campagna abbonamenti (che grazie ai prezzi popolare ha fatto il record degli ultimi 15 anni, 5573 tessere).
Come presidente dei canarini ha lavorato molto per il radicamento territoriale della società e ha promosso iniziative simboliche, come la consegna della maglia allo chef di fama mondiale Bottura e a Piero Ferrari, erede di Enzo. Non a caso ieri il presidente della Reggiana Luca Quintavalli ha accennato a dei progetti futuri ai quali sta già lavorando con il nuovo socio.
A breve ci sarà un cda dove sarà ufficializzato il ruolo dell’architetto, che avrà la delega all’area tecnica e alla rappresentanza del club (in questa veste ha già partecipato a una riunione in Lega a Firenze).
cantiere ancora aperto
«Con l’ingresso di Salerno ora siamo in undici soci - ha detto l’ad Mauro Carretti -. Siamo una squadra di calcio. Adesso dobbiamo rafforzare la panchina, i nostri sponsor, che già ci stanno dando una mano». Un concetto, quello della volontà di radicarsi ulteriormente nel territorio, che il presidente Quintavalli ha voluto ribadire: «La città ci sta supportando. Abbiamo dato tanto e ci aspettiamo una grande sensibilità da parte dell’imprenditoria locale che ci sta aiutando ma alla quale chiediamo di aiutarci sempre di più».
Il nuovo socio per spiegare cosa lo abbia convinto a varcare il Secchia, ha raccontato un retroscena. Tutti sanno del suo rapporto speciale con Amadei e Tosi, che lo hanno chiamato fin dal loro arrivo in estate. Ma non c’è solo questo. «La sera del 26 maggio, dopo che avevamo vinto il derby 4-1, ho ricevuto una telefonata da Quintavalli che mi faceva i complimenti. Può sembrare banale, ma è uno dei motivi che mi hanno convinto a venire qui. Se dopo un derby perso una persona cerca il mio numero e poi mi chiama vuol dire che crede negli stessi valori del rispetto e della sana rivalità che sono fondanti non solo nello sport ma anche nella vita».
In molti in queste settimane hanno chiesto all’architetto le ragioni della sua scelta. E il diretto interessato lo spiega in modo semplice. «Sono appassionato di calcio. Volevo continuare a fare calcio e la Reggiana mi ha permesso di fare quello che i miei ex soci non mi hanno permesso di fare ultimamente».
Frecciate a sghedoni
L’animo di Salerno è sicuramente ancora diviso. Da una parte la rivalità verso i suoi ex soci è innegabile e affiora facilmente dalle sue parole, che pure si sforza di tenere a freno. Dall’altra però non vuole offendere la tifoseria con la quale ha avuto un rapporto molto stretto e la città dove vive e lavora.
Quanto successo a Modena brucia ancora. «Cosa è successo? È successo che c’era una società spaccata in due, 50% e 50%, con una parte che ha preteso di fare tutto da sola. Visto che Amadei è un signore e voglio esserlo anche io, e Doriano Tosi ha una storia importante che nessuno può cancellare, abbiamo deciso di non fare polemiche e di lasciare a chi si credeva più bravo di andare avanti da solo».
Ora il Modena è in mano a Romano Sghedoni, «che è tutto quello che una squadra può desiderare come proprietario». Però «fare calcio non è la stessa cosa che fare l’imprenditore».
Salerno assicura di non provare nessuna soddisfazione dalle attuali difficoltà dei canarini. «Il Modena non merita di essere a quattro punti dalla zona retrocessione. Una società così forte e così ricca, che ha rotto una compagine societaria che avrebbe portato il Modena in B in due o tre anni, ha l’obbligo di portare il Modena in serie B. Non può prendere in giro i tifosi dicendo che l’obiettivo è salvarsi». —
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