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«La sconfitta è un’occasione per migliorarsi A Sassari la Grissin Bon dovrà reagire»

Adriano Arati

Leo Candi vuole lasciarsi alle spalle il derby con la Virtus e pensa alla prossima sfida durissima dopo la sosta 

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L’intervista

Adriano Arati

«Una sconfitta deve essere un’occasione per capire cosa non si è fatto al meglio e per migliorare. Ed è quello che dobbiamo fare noi ora». Guarda già avanti Leo Candi dopo la secca sconfitta di domenica nel derby, una gara mai in discussione in cui l’esterno bolognese è stato fra i pochi a salvarsi, efficace quantomeno nel mettere energia e intensità fisica contro rivali tostissimi.

Una domenica contro Teodosic e Markovic. Non si è annoiato, no?

«Non devo certo dire che giocatori siano, è la prima volta che giocavo contro di loro, al ritorno avrò qualche elemento in più affrontarli».

Si è divertito?

«Sono atleti fortissimi, che ti possono mettere in difficoltà, è stata una bella sfida, un piacere. Ed è positivo che giocatori così siano nel nostro campionato».

Lei è stato fra i più positivi, e non è la prima volta. E dire che in estate sembrava l’ultimo esterno nelle rotazioni.

«Io ho sempre detto che avevo parlato con il coach e lui mi aveva chiarito bene il mio ruolo, il mio compito ora è cercare di metterlo in difficoltà per guadagnarmi sempre più minuti».

Gioca spesso da guardia, e anche al tiro sembra più deciso ed efficace. È cambiato qualcosa?

«Beh, nel mio nuovo ruolo devo pensare anche a far canestro. Questa estate ho avuto molto tempo per allenarmi, rientrando dall’infortunio, ho cercato di farmi trovare e ho lavorato tanto anche sul tiro. Nell’ultima partita non abbiamo quasi mai fatto canestro, adesso dobbiamo ritrovare la via giusta».

Con la Virtus cosa è successo?

«Di sicuro loro sono stati molto bravi a metterci in difficoltà da tanti punti di vista, non ci hanno fatto giocare bene, sia nella metà campo difensiva sia in quella offensiva. E la partita è stata la conseguenza. Adesso dobbiamo rimboccarci le maniche e abbiamo questa settimana per farlo».

Vanno anche riconosciuti i meriti altrui.

«Noi ce l’abbiamo messa davvero tutta per recuperare, ma contro una squadra così forte è difficile rientrare se vai sotto con un divario così ampio. Ci servirà per crescere, per conoscere i nostri limiti, per capire come migliorare».

Dopo una brutta sconfitta, si vorrebbe tornare subito in campo. Invece vi tocca la pausa. Una disdetta?

«La sosta può essere molto utile per ragionare al nostro interno, per lavorare e crescere ancora».

Sì?

«Quando vinci sempre e vai bene, i difetti e i problemi di una squadra non vengono mai fuori, nelle sconfitte invece emergono e si vedono meglio. Noi sappiamo di avere un percorso da fare, una sconfitta può essere usata per analizzare i problemi e per non ripeterli».

La ripresa però non sarà semplicissima, subito a Sassari. Un altro ostacolo duro?

«Sassari è un’altra squadra forte, fisica, esperta, impegnata anche nelle coppe ed attrezzata per questo. Non sarà facile, sarà subito un altro bel test, ci potrà servire subito per misurare la nostra reazione alla sconfitta».

Sassari, poi Varese e Milano. Un mese simpatico, no?

«Saranno tutti impegni molto duri, noi dobbiamo pensare a migliorare e a crescere, anche questi periodi impegnativi ci servono». —



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