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Chiusa la curva del Verona, capo-ultrà fuori per 10 anni dopo gli insulti a Mario Balotelli allo stadio Bentegodi

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Di sport e razzismo si parla in questi giorni in tutta Italia a causa della vicenda che ha visto protagonista l’ex azzurro Mario Balotelli. Domenica allo stadio Bentegodi di Verona, al 54’ della partita di serie A fra i padroni di casa dell’Hellas e il Brescia, si è registrata una serie di ululati e boati “scimmieschi” nei suoi riguardi. Il giocatore ha reagito calciando la palla con forza in tribuna. Subito dopo, come da regolamento in caso di episodi di razzismo, la partita è stata fermata dall’arbitro, che ha atteso 4’ prima di riprendere. Non era il primo momento di tensione fra Balotelli e la curva veronese, una delle curve più conosciute e schierate politicamente a destra d’Italia. Nel dopogara, le polemiche si sono accese, e sia i dirigenti che il tecnico dell’Hellas hanno negato che vi fossero intenti razzisti nei cori degli ultras. Lunedì mattina, a rincarare la dose, il capotifoso Luca Castellini ha rincarato la dose con frasi pesanti, in cui sosteneva che Balotelli non sarebbe mai stato completamente italiano. Il tutto condito dall’uso reiterato della parola “negro”. La maggioranza comunale Verona ha respinto le accuse di razzismo proponendo addirittura di denunciare chi “diffama” la città, mentre Balotelli – a propria volta preso di miro per le turbolenze del passato – ha precisato di avercela solo con «pochi scemi». Il risultato? La curva è stata chiusa per un turno e Castellini, già colpito da Daspo, è stato interdetto dallo stadio dalla società sino al 2030.

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