Cruciale la mira dall’arco nel percorso della Grissin Bon
Due i volti ben distinti mostrati dal team reggiano dall’inizio della stagione La discriminante nelle vittorie sono le buone percentuali dal perimetro
Il giorno e la notte. In queste prime sette giornate, la Grissin Bon ha offerto due volti molto lontani fra loro.
Nelle tre sconfitte ha segnato solo 72.3 punti di media e ne ha concessi 84.3, nei quattro successi le statistiche si ribaltano, con 87.8 punti realizzati e soli 70.75 subiti, battendo le rivali con almeno 12 punti di scarto in ogni occasione.
Quando riesce a trovare le giuste chiavi per la partita, questa Reggio sa vincere e convincere e riesce a chiudere i conti da eventuali rimonte. Nei tre risultati negativi, invece, soprattutto la produzione offensiva cala vertiginosamente. E non è caso che i tre tonfi siano arrivati contro tre squadre, Brescia, Trento e Bologna, di grande fisicità, capaci di mettere pressione in difesa e soprattutto di togliere certezze ai biancorossi.
L’ASSE MEKEL-OWENS
Il pensiero va prima di tutto ai giochi a due e alle combinazioni sull’asse Mekel-Owens; nelle vittorie il play ha sempre insegnato basket, nelle sconfitte ha sofferto contro avversari più prestati, in grado di usare i muscoli e di togliergli la luce.
Il discorso vale per tutto il gruppo biancorosso, ovviamente, che nei sorrisi con Cantù, Cremona, Pistoia e Pesaro ha sfruttato al meglio la superiorità atletica.
Nelle gare a ritmo più lento contro rivali cingolate, i problemi invece si vedono. La differenza è ancora disegnata a dovere dalle cifre. Nelle quattro vittorie la Grissin Bon cattura di media 40.3 rimbalzi e regala 17.5 assist, nei ko si scende e parecchio, a 34.7 rimbalzi e 13.7 assist.
Anche le percentuali si adeguano al copione, con il 54.8% da due e il 39.1% da tre punti nei successi e il 50% da due e un misero 28.2% da tre nelle sconfitte.
La mira da fuori è un dato cruciale, senza pericolosità perimetrale i reggiani faticano e non poco a girare in attacco; l’efficacissima e lucidissima difesa della Virtus ha decisamente esposto il tema, costringendo la Grissin Bon a un misero 10% da tre figlio di bombe forzate.
AFFIDABILITÀ
Reggio è comunque una delle formazioni più affidabili di questa prima fase di stagione. Dopo le difficoltà iniziali, i biancorossi hanno sfruttato alla perfezione il calendario infilando battendo quattro rivali abbordabili e meno attrezzate fisicamente. E non si parla solo di svolgere un compitino, ma di monetizzare al meglio le proprie doti; in una serie A in cui le sorprese sono state una delle poche costanti, non è cosa da poco ed un merito da riconoscere alla rinnovata Grissin Bon. Adesso, dopo un’adeguata fase di conoscenza reciproca, è il momento di un altro piccolo salto verso l’alto. Dopo la sosta, sfileranno Sassari, Varese e Milano, squadre diversamente impegnative contro cui mostrare di aver fatto tesoro delle sofferenze emerse con Brescia, Trento e Bologna.
SORRIDERE DALL’ALTO
Per ora, si può sorridere per il terzo posto in classifica. Primissima e imbattuta rimane la tosta Virtus di Teodosic, tallonata dalla sempre valida Brindisi e da Sassari: l’allenatore della formazione sarda Pozzecco si sta confermando coach valido e non una fiammata estiva, e la sua squadra è in grado di produrre sempre ottime difese.
Reggio è terza a quota 8 assieme a Brescia, alla neopromossa Fortitudo e a Milano, che ha già perso tre match.
Vista la rosa stellare dell’Olimpia e l’innegabile divario con tutte le contendenti, tre inciampi in sette uscite sono abbastanza sorprendenti, ma va anche detto che l’AX sta concentrando gran parte delle energie sull’Eurolega, palesemente obiettivo primario. E lì le si naviga in ottime acque, con cinque vittorie e una sconfitta e il primato in compagnia di Cska e Barcellona.
Discorso similare per l’altra grande Venezia, che in campionato ha tre successi casalinghi e quattro tonfi esterni ma in compenso è solidissima seconda nel proprio girone di Eurocup.
In questi mari mossi, stanno facendo bene tutte le neopromosse, mentre colpisce il terz’ultimo posto di Cremona. —
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