«Bianconeri dinamici e offensivi la difesa alta li espone al contropiede»
Dici Cesena e subito il pensiero corre all’indietro, a quel 16 maggio del 1993. Finisce 1-1 con reti di Sacchetti e pareggio dell’ex Lantignotti: quel giorno la Reggiana di Pippo Marchioro conquistò la certezza matematica della storica promozione in A. Quasi 2 anni dopo, il 22 ottobre del ’95, un altro 1-1 che puntella la traballante, allora, panchina di Carletto Ancelotti ed apre la corsa alla seconda promozione. Anche quel giorno si gioca di sabato, in una cornice strana. C’è la diretta di Sky, ma solo per immagini, senza commento per uno sciopero dei giornalisti. I granata acciuffano il pari nel finale, in una convulsa mischia decisa da Cevoli , che Ancelotti sposta in avanti, assieme e Gregucci, per farsi valere nel gioco aereo.
Non sappiamo se Alvini sia scaramantico e memore di quei precedenti, firmerebbe prima del match per un altro 1-1. Il Cesena, va detto, di quei tempi conserva solo il nome. Dopo il fallimento di due anni fa, a differenza della Reggiana, non è ripartito da zero, più semplicemente si è preso società e struttura tecnica del Romagna, l’altra squadra del centro romagnolo con una specie di fusione. È un Cesena che viene annunciato un poco in difficoltà, non vince da 6 turni, in casa ha già subito tre sconfitte, è più vicino ai playout che non ai playoff. Domenica ha pareggiato, al termine di una partita saliscendi, per 3-3 a Fermo. In Coppa invece ha battuto il Ravenna 4-2.
E chi, allora, meglio di Mauro Antonioli può illustrare pregi e difetti del club bianconero? Detto fatto. L’ex allenatore della Reggio Audace, ora a Fermo, non si sottrae. «Vedo un a partita aperta, il Cesena a dispetto della classifica è stato costruito per puntare almeno al decimo posto, gioca un calcio offensivo, bello, dinamico, fatto di possesso palla, continui cambi di posizione, va cercare, ancor più della Reggiana, la superiorità numerica sulle fasce. Fa un 3- 4-2-1, come la Regg9iana e come la truppa di Alvini cerca d’imporre il proprio gioco, si affida di più a cambi di fronte. Probabilmente possiede minor qualità tecnica individuale, i granata sono più squadra propria di categoria».
Per Antonioli i limiti del Cesena sono in difesa. «Se proprio devo indicare un difetto, dire che tiene la linea difensiva alta e molto aggressiva e questo, in un campionato in cui molte tendono a chiudersi dietro la linea della palla ed agire in contropiede ti espone a subire ripartenze. La mancanza di risultati si spiega anche così».
Qualcuno pensa che la panchina di mister Modesto sia in pericolo. «A me non mi risulta, ma nel calcio dipende sempre dai risultati, non credo meriti di essere messo in discussione, ha dato una suo fisionomia precisa alla squadra, il Cesena ha idee, sta stare in campo, propone un calcio divertente, poi, ripeto, un maggior equilibrio non mancherebbe».
Un salto in giù di qualche chilometro, a Fermo gioca un ragazzo di Correggio, Maistrello, autore di una doppietta domenica. «Lo conoscevo per averlo avuto a Ravenna: è un giocatore importante per la categoria oltreché un bravo ragazzo, sono contento di averlo rincontrato». —
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