«Obiettivo Final Eight, ma ora c’è Sassari»
Johnson-Odom, il bomber della Grissin Bon, ex di turno nell’anticipo di sabato: «Lo conosco bene, è un campo tosto»
Tornerà sabato sera al pala Serradimigni per affrontare Sassari, con i cui colori giocò fra luci e ombre per tredici gare nella stagione 2016/17, e Darius Johnson-Odom è già decisamente sul pezzo.
«I ricordi sono tanti e non tutti piacevoli - ammette il bomber biancorosso prima dell’allenamento pomeridiano di ieri alla palestra di via Cassala - . Fu un’annata difficile con tanti cambiamenti. Io però cerco di ricordare le cose positive e penso all’affetto che i tifosi riservarono a me e alla mia famiglia».
Che gara vi aspetta sabato sera?
«Non sarà semplice vincere in un’arena come quella di Sassari. È un campo molto tosto. Affrontiamo un’avversaria dal grande talento offensivo, che può fare veramente male se trova la serata giusta al tiro dalla lunga distanza. In più è un team lungo e atletico. Di sicuro da parte nostra dovremo fare un gran lavoro difensivo, controllare i rimbalzi e avere pazienza in attacco cercando sempre di costruire il tiro migliore. Queste potrebbero essere le chiavi della partita».
Confessi: avete smaltito del tutto le scorie negative della sconfitta della Virtus?
«La gioia del basket è che c’è sempre una partita dopo. Non pensiamo più alla sconfitta con Bologna ma siamo concentrati sul match con Sassari».
Arrivate alla dura trasferta in terra sarda da settimi in classifica. Posizione giusta o si sarebbe anche potuto fare qualcosina in più?
«Ho qualche rimpianto relativamente alle prime due partite. Siamo stati sconfitti a Brescia e poi qui da Trento da due squadre di Eurocup. Noi però giocammo entrambe le gare non al meglio perché eravamo ancora in fase di rodaggio. Oggi potremmo avere qualche punto in più».
Avete già fatto calcoli riguardo alla Final Eight?
«Non nascondo che per me la qualificazione alla Final Eight di Coppa Italia è un obiettivo. Credo che questa squadra abbia le qualità per poterle raggiungere. Siamo però a novembre e le finali sono a febbraio e manca ancora tantissimo tempo. Dobbiamo quindi pensare una partita alla volta ed evitare di fare calcoli ora. Alla Final Eight penseremo quando sarà il momento».
Soddisfatto della sua stagione?
«Io cerco sempre di migliorarmi. So che posso fare meglio di così. Tutti sanno che sono un giocatore offensivo: per me fare canestro non è mai stato un problema. Io, però, voglio crescere in difesa. L’obiettivo che mi sono posto è che il mio status di buon attaccante venga equiparato a quello di buon difensore. Non voglio migliorare difensivamente solo per me, ma anche per la squadra. Vorrei dare un apporto significativo al team anche in difesa e aiutarlo a trovare le vittorie».
Come si trova in città? È facile incontrarla in centro circondato dai tifosi...
«Bene. Mi piace conoscere le persone e mi sforzo di parlare in italiano (sorride, ndr). In centro, in vari negozi, ho già alcuni amici. In particolare uno vende orologi, un pizzaiolo e un ristoratore e ogni volta che passo davanti ai loro locali entro e mi fermo per salutarli». —
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