Filippo racconta l’esordio mundial
Tornato in Italia, il reggiano Rinaldi rivive la sua partita tra i pali dell’Italia Under 17 in Brasile
CAVRIAGO. «È stata sicuramente una bellissima esperienza che tutti i ragazzi sognano di fare, perché il Mondiale è il massimo che si può raggiungere».
È tornato ieri in Italia dal Brasile, Filippo Rinaldi, il diciassettenne portiere della Primavera del Parma, nato a Cavriago e convocato dal selezionatore della nazionale Under 17 per prendere parte ai Mondiali di categoria che si sono conclusi lo scorso fine settimana in Brasile.
A questi Mondiali la nazionale Under 17 è stata eliminata ai quarti di finale in una partita da dentro o fuori contro il Brasile padrone di casa.
« Sono contento del risultato che abbiamo ottenuto - ha detto al portale del Parma Calcio appena sbarcato in Italia - sia come squadra che come singolo».
E in effetti, di motivi per essere soddisfatto, Filippo ne ha parecchi. A cominciare dalla convocazione per una spedizione così importante. Per finire all’esordio da titolare in una partita del Campionato del Mondo. Insomma, una di quelle cose che - comunque vada la tua carriera di calciatore - entra di buon diritto tra quelle che si raccontano, con orgoglio e commozione ai nipoti. «Individualmente - ha sottolineato Rinaldi - sono riuscito a ritagliarmi un po’ di spazio nella partita col Paraguay, l’ultima del Girone, facendo anche una discreta prestazione. Come squadra, invece, siamo riusciti ad arrivare fino ai Quarti di Finale, perdendo poi con i padroni di casa del Brasile che si sono dimostrati superiori dal punto di vista tecnico e probabilmente anche fisico. Siamo riusciti comunque a fare delle buone prestazioni, sia nel Girone che contro l’Ecuador agli Ottavi, quindi sono contento…».
A Gabriele Majo, addetto stampa del Parma Calcio che gli chiedeva cosa abbia provato quando il selezionatore azzurro lo ha inserito tra i titolari nella partita contro il Paraguay, Filippo risponde da atleta consumato: «Bisogna sempre esser pronti, ovviamente: il preparatore dei portieri dell’Italia mi aveva detto di rimanere sempre concentrato che non si sa mai. Avendo fatto abbastanza bene nei raduni e negli allenamenti mi aveva detto di farmi trovare pronto nel caso fosse successo qualcosa, e poi qualcosa, in effetti, è successo, perché ho avuto la fortuna che la nostra squadra si qualificasse con un turno di anticipo e così il mister ha dato la possibilità a tutti coloro che di solito giocano un po’ meno di fare una presenza al Mondiale e così quando ho visto il mio nome sulla formazione sono rimasto veramente colpito e contento».
Così Filippo, partito come terzo portiere, si è trovato per una partita a difendere la porta da titolare.
«Il commissario tecnico Nunziata - spiega infine Rinaldi - è rimasto contento: ci ha detto che secondo lui abbiamo dato il massimo. Purtroppo non ci siamo solo noi, ma ci sono anche gli altri e se qualcun altro si è dimostrato superiore c’è solo che da dar loro a mano e riconoscere che sono stati bravi». E ora si torna alla vita normale: «Nessun problema, continuerò ad impegnarmi con la maglia del Parma». —
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