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Lorenzo lascia: «Addio alle gare». E Valentino lo chiama con sé

Matteo Aglio

Infortuni e scarsi risultati dietro alla scelta di smettere «Più difficile questa decisione che correre in pista» Rossi lo vuole come collaudatore

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Un lungo applauso rimbomba nella sala conferenze di Valencia. Piloti, manager, praticamente tutto il paddock, si alzano in piedi davanti a Jorge Lorenzo. Pochi secondi prima ha pronunciato le parole che si attendevano ormai da tempo, anche se rimaneva la speranza che cambiasse idea: «Questa sarà la mia ultima gara, mi ritiro». Il Gp di domenica sarà la battaglia finale per lo spartano arrivato da Maiorca. Gli infortuni e la mancanza di risultati hanno prevalso, meglio smettere che continuare un calvario senza vederne la fine. «Per avere motivazioni devo vincere e mi servirebbe troppo tempo per tornare a farlo» ha ammesso sconsolato.

Un anno fa, a Valencia, aveva iniziato a scrivere il nuovo capitolo della sua carriera. Era arrivato sulla Honda, al fianco del cannibale Marquez, accettando la sfida di cercare di battere il migliore con le sue stesse armi. La moto giapponese però mal si adattava allo stile di Jorge, che non si arrese, e arrivarono le cadute. Pesanti per il fisico. Prima nei test di Barcellona, poi ad Assen, dove si fratturò due vertebre. Mentre rotolava nella ghiaia pensò: «È abbastanza, non ho più bisogno di correre dopo tutto quello che ho vinto».

Fu il pensiero di un momento, cercò di rialzarsi come aveva fatto più volte in passato, ma la situazione non migliorò. Dopo la gara di due settimane fa in Malesia ha preso la decisione definitiva: basta con le corse. «Prima dell’annuncio ero nervoso, più che alla partenza di una gara – ha confessato – . Dopo averlo fatto mi sono sentito libero e orgoglioso della mia carriera, pur con una punta di tristezza. Mi mancheranno l’adrenalina e la gioia dopo una vittoria, però ora potrò vivere con meno compromessi e più tranquillità». Il programma è prendersi una lunga vacanza e iniziare la sua seconda vita. «È un peccato perderlo» hanno detto in coro i suoi rivali. Valentino, suo compagno di squadra per anni e storico rivale, lo vorrebbe come collaudatore in Yamaha, un ruolo che sia Stoner che Pedrosa hanno accettato dopo l’addio alle corse. «Sarebbe veloce e ci darebbe un grande aiuto» ha assicurato il Dottore. Lorenzo però non pensa a rimettersi casco e tuta, pur lasciando aperto un piccolo spiraglio. «Mai dire mai, ma cosa potrei aggiungere alla mia carriera? Non ho più nulla da dimostrare». Cinque titoli mondiali, 68 vittorie, 152 podi e 69 pole position ne fanno uno dei piloti più grandi di sempre e il prossimo anno entrerà nella hall of fame della MotoGp.

Intanto si è aperta la caccia per la sua sella, con Zarco come primo candidato, ma senza dimenticare Alex Marquez, fratello di Marc e fresco campione in Moto2. Per Lorenzo certi problemi sono alle spalle: «Ora sono felice». —



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