Anche il vescovo tifa granata Camisasca e i giocatori a confronto su sport e valori
La Reggiana da ieri ha un nuovo padre spirituale. Si tratta del vescovo di Reggio Emilia Massimo Camisasca che ieri ha ricevuto la società al completo, con anche lo staff tecnico e i giocatori della prima squadra per un incontro nel Vescovado, in cui ha voluto sottolineare ancora una volta la sua vicinanza alla società granata, dopo essere già stato allo stadio nelle scorse settimane ad assistere al derby contro il Carpi.
Il vescovo di Reggio ha parlato ai giocatori dell’importanza e dei valori dello sport. Valori come stare in gruppo, saper gestire al meglio vittorie e sconfitte e stare lontani da stili di vita sregolati («alcol, droga e pornografia»).
Un occhio di riguardo è stato riservato al capitano Alessandro Spanò, con Camisasca che si è interessato delle condizioni fisiche del difensore granata, ancora in attesa dei risultati delle visite specialistiche a cui è stato sottoposto in seguito all’infortunio al ginocchio (come da lui stesso spiegato al monsignore).
Il ruolo di padre spirituale che Camisasca ha deciso di assumere è un ulteriore attestato di stima nei confronti della società granata, considerati anche quelle che sono state le esperienze passate del vescovo che nel corso degli anni è stato a contatto con delle eccellenze dello sport italiano, come il Milan di Sacchi di cui il religioso è stato cappellano per 4 anni o la sua amicizia che dura da oltre cinquant’anni con Gigi Riva.
Il vescovo di Reggio ha inoltre proposto un altro incontro con i giocatori per dialogare su alcuni temi a loro scelta. Al termine dell’incontro poi la massima carica ecclesiastica della città, che ha anche ricevuto in regalo un abbonamento alla Reggiana, si è cambiato le scarpe indossando le All Star color granata e con il marchio della Reggiana.
Molto colpito da questo incontro il tecnico Massimiliano Alvini: «È stata una mattinata di enorme valore - ha sottolineato l’allenatore granata - con una visita che ci lascia dentro un senso di appartenenza alla comunità reggiana. Il vescovo ha lasciato dentro di me tante tracce anche per quello che riguarda il mio lavoro, essendo un uomo di un elevato valore culturale. Faremo un altro incontro con lui perché vorrei parlare di altre cose che riguardano i giovani e la società moderna, come l’utilizzo dei social network. Il gesto di mettersi le scarpe granata racchiude tanti significati anche se il più importante è che ci ha voluto far capire di essere vicino a noi e di essere una persona come noi». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
