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La Grissin Bon a Sassari cerca di sfatare l’ennesimo tabù

Adriano Arati

Al di là dei ricordi ormai lontani delle sfide scudetto è caccia alla prima vittoria in Sardegna nella regular season

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Un’altra montagna da scalare, alta, forte, massiccia.

Questa sera a Sassari la Grissin Bon riprende la sua corsa dopo una settimana di pausa e dopo la secca sconfitta interna con la Virtus, una gara che ha interrotto la striscia positiva biancorossa e evidenziato gli attuali limiti reggiano contro formazioni di alto livello fisico.

I NUMERI

In Sardegna si riparte proprio da qui, contro una squadra tostissima, prima difesa del torneo con soli 66.6 punti concessi di media. E dominante anche a rimbalzo, seconda per palloni catturati con 42.7 e prima per quelli concessi, 32. Un altro bell’esame per la crescita della Grissin Bon, alle prese con un mese decisamente impegnativo, che presenterà anche Varese e la trasferta a Milano. Sassari è l’occasione buona per mettersi alla prova, per dimostrare di aver assorbito e digerito le lacune evidenziate dalla Virtus e muovere di nuovo la classifica per rimanere nei piani alti e magari riconquistare anche le Final Eight di Coppa Italia. Alle motivazioni si uniscono le suggestioni. Inevitabili, perché ogni match sassarese rimanda a quella folle e straziante finale scudetto persa a gara 7 in via Guasco nel giugno 2015.

Ne sono rimasti pochi, dei protagonisti di quelle battaglie, ma il ricordo rimane vivo e doloroso. Neppure la cabala aiuta, visto che Reggio non ha mai vinto sul campo sassarese in stagione regolare in serie A; gli unici successi risalgono all’A2 o ai play off 2016, quelli della parzialissima “vendetta”. Oggi siamo in un mondo nuovo, comunque, e giustamente agli attori contemporanei interessa poco quel passato.

I DUE FRONTI

La Sassari odierna è una squadra costruita per un doppio impegno, serie A e Champions League, in grado di reggere lo sforzo fisico richiesto. E fisicità è proprio una delle parole chiave. Pozzecco ha voluto una rosa con tanti giocatori di stazza e potenza, che come i numeri confermano sanno far male vicino al ferro e sanno mettere tanta pressione agli attacchi avversari. La Dinamo è pensata per macinare i rivali, per schiacciarli progressivamente. Nonostante i tanti ottimi atleti, non si scelgono spesso ritmi elevati, se non nei contropiede generati sempre dalla difesa. Non a caso i migliori realizzatori sono un centro massiccio di 212 cm, Bilan, e due ali efficaci in avvicinamento, Evans e Pierre. La creatività è affidata all’ex di turno Stefano Gentile, al ragazzo di casa Spussu e al veterano Jerrells, come da copione già titolare di diversi tiri decisivi sulla sirena. Un uomo chiave è poi Michele Vitali, rientrato in patria dopo l’anno ad Andorra, un esterno di due metri che garantisce difesa forte in tre ruoli e grande pericolosità perimetrale, un brutto cliente per i pariruolo reggiano.

L’incognita si chiama Jamel McLean, arrivato in estate per sostituire Polonara volato al Baskonia. Tante voci lo davano in partenza, Pozzecco lo ha difeso e per ora il lungo rimarrà in Sardegna, ad allungare le rotazioni. Contro questa bella collezione di armadi, la Grissin Bon è chiamata sia a reggere l’urto sotto canestro, nonostante la differenza di stazza e centimetri, sia a sfruttare il proprio talento in velocità. Pozzecco lo ha già detto, l’obiettivo sassarese è limitare le folate biancorosse e rallentare le cadenze. Per cambiare lo scenario, Reggio dovrà innanzitutto mantenere fluidità offensiva e garantirsi, con la presenza a rimbalzo, i palloni utili ad accelerare. Solo così Mekel potrà sfruttare la sua creatività al meglio; il play israeliano non è al meglio, venerdì si è allenato a parte senza forzare fisicamente, ma se rifornito a dovere può accendere davvero chiunque. —



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