«Ho sentito qualche fischio non è questa la strada giusta per puntare insieme alla B»
Alvini deluso dalla sfiducia espressa da alcuni spettatori in tribuna «Sbaglia chi pensa che possiamo vincere sempre facilmente»
Il mister
L’Analisi di Max Alvini non può che iniziare con gli elogi ai suoi ragazzi.
«Questo è un grande gruppo - attacca il tecnico - anzi, dire gruppo è riduttivo. Lo dico da un po’ di tempo che questa è una squadra composta da uomini e contro la Vis Pesaro l'ha dimostrato. Ha cuore, ha testa, ha un'idea e tiene alla maglia che indossa».
L’impressione è che le serva sempre qualche schiaffo per fare la voce grossa.
«Dico una cosa: se pensiamo che la Reggiana possa vincere le partite tre o quattro a zero, siamo sulla strada sbagliata. Al 25’ del secondo tempo la curva ci ha incitato e la stessa cosa hanno fatto i distinti però da altri settori è arrivato qualche fischio per un paio di passaggi sbagliati. E non è questa la strada per costruire una squadra che possa puntare, nel giro di qualche anno, ad andare in una categoria superiore. Questa è una squadra che ha grandi valori e che ha un'idea».
La mossa di Kargbo largo a destra era stata preparata?
«Con quella mossa abbiamo vinto la partita. In quel momento avevo bisogno di provare quella soluzione. E sia chiaro che non è mettendo tre punte che diventi più offensivo, perché noi nel secondo tempo abbiamo giocato un punta cioè Marchi, mettendo Brodic largo a sinistra e Kargbo largo a destra».
Con ottimi risultati.
«La partita l’abbiamo sempre fatta noi, sfido chiunque a dire il contrario: i primi dati dicono che la Reggiana ha avuto il 68% di possesso palla. È logico che quando trovi una squadra che si chiude e poi riparte ci può stare di fare più fatica».
In alcuni frangenti Kargbo ha fatto anche il quinto. Era studiato anche quello?
«Assolutamente sì. Avevamo davanti una squadra buona e ben organizzata con giovani bravi e “vecchi” esperti. Sapevamo che avremmo fatto fatica e che ci aspettava una partita esattamente così».
Loro per lunghi tratti avevano dieci giocatori dietro la palla.
«Lo stanno facendo tutti. Per questo motivo la vittoria acquista ancora più valore perché la squadra non ha mai perso lucidità e il gol è l'emblema di questo».
Se la sente di dire che Espeche è stato l'uomo in più?
«Marcus è un uomo straordinario e i tifosi possono essere fieri di averlo come calciatore. Ma non solo come calciatore ma soprattutto come uomo. Ma ce ne sono tanti come lui in questa squadra. E' per questo che i tifosi si devono affezionare a questa squadra che non so dove arriverà perché non ha la rosa di Vicenza, Padova, Sudtirol, Feralpi, Capi e Piacenza, ma ha un gruppo di uomini forti e questi uomini possono far innamorare la piazza».
Mister, adesso diventa pesante anche il punto della settimana scorsa.
«A Cesena l’avevo detto che una vittoria contro la Vis Pesaro avrebbe capitalizzato anche quel punto. Siamo terzi in classifica con trenta punti e trovo sia un cammino straordinario, oltre ogni più rosea aspettativa. È vero che abbiamo qualche carenza ma poniamo rimedio con il cuore e sono estremamente contento di quello che sta facendo la squadra».
E vuole arrivare?
«Il più in alto possibile perché sono uno che non si accontenta mai. E'una vittoria che ci fa sognare ma vogliamo crescere ancora anche se siamo consapevoli che non sarà facile». —
Cristiana Filippini
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