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Kargbo soffre ma piazza il colpo del ko allo scadere

Luigi Cocconcelli
Kargbo soffre ma piazza il colpo del ko allo scadere

Entrato nella ripresa, prima ha faticato poi è stato decisivo «Dedico la vittoria alle mie due famiglie: in Africa e in Italia»

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Il match winner si presenta sorridente in sala stampa, parla un italiano fluente, corretto, mostra la faccia da bravo ragazzo qual è . Augustus Kargbo ha un paio di dediche speciali per la rete del successo, il secondo consecutivo in casa ed in extremis per la Reggiana. Segno che la squadra , comunque, non molla mai e ci crede sino all’ultimo. «Per le mie due famiglie- dice- quella naturale in Sierra Leone, quella qua in Italia che mi ha accolto, per il mio procuratore, per il gruppo, perché si vince sempre assieme e noi un grande gruppo lo siamo davvero». E ci tiene a sottolineare come i compagni gli siano stati vicini, lo abbiano incoraggiato anche se «non sono entrato bene in partita, all’inizio ho sbagliato qualcosa di troppo».

E svela un altro particolare. Al suo arrivo a Reggio Emilia, per un disguido dell’aereo che lo portava a Bologna, non aveva con sé le scarpe da gioco. Nessun problema perché «il capitano mi ha detto non ti preoccupare, te le diamo noi».

Terza rete stagionale per Augustus Kargbo, la prima di testa. «Ma ne avevo segnate in serie D, sono stato fortunato a farmi trovare nel posto giusto al momento giusto». Fortunato forse, ma anche bravo nello stacco, nel liberarsi della marcatura e saltare altissimo, diciamo noi. E lo dirà pure Marchi. Alvini lo ha impiegato in un ruolo per lui inedito, largo, prima a destra e poi a sinistra, chiedendogli di partite un poco più indietro proprio per aggirare la difesa della Vis Pesaro.

Come si è trovato?

«Bene, io nasco come punta esterna, il mister mi ha chiesto di occupare quella posizione, sono a disposizione, lui mi sta aiutando molto a crescere».

Mica facile giocare contro una squadra che tiene in pratica 10 giocatori dietro la linea della palla , pronta a ripartire…

«Sì, ma ormai quasi tutte ci affrontano così, si chiudono, ci tolgono spazio e profondità, per noi è difficile trovare varchi, ma abbiamo il merito di provare sempre a giocare».

Alla nazionale, alla convocazione da parte della Sierra Leon ci pensa mai?

«È presto, sono lontano, per adesso sono contento di stare qua, a Reggio mi trovo molto bene, poi al resto ci penseremo più avanti, anche un eventuale ritorno a Crotone per ora non è nei miei pensieri».

Mai vissuto episodi brutti come quelli capitati a Mario Balotelli e altri giocatori di colore in Italia?

«Qualcosa l’ho sentita contro la Triestina. Ma ho cercato di ignorare gli insulti ed andare avanti. Credo che nel calcio, come nella vita, certe cose non hanno senso, non dovrebbero esistere, fanno male, ma provo a tirare dritto per la mia strada». —



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