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«Regolamento alla mano ha ragione la Vignolese»

Mauro Pinotti
«Regolamento alla mano ha ragione la Vignolese»

Bertazzoni, presidente della Riese, dopo il ricorso dei modenesi sui cambi  «È stata una svista, non c’è stata malafede nel nostro comportamento» 

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«Nulla da eccepire, a termini di regolamento, hanno ragione i dirigenti della Vignolese. Io comunque, nella mia carriera di dirigente, mi vanto di non aver presentato due ricorsi con i quali avrei potuto vincere a tavolino ma, da sportivo, con la S maiuscola, quale mi ritengo di essere, senza alcuna presunzione perché sono fatto così, ho accettato il verdetto del campo».

A parlare è Massimo Bertazzoni, presidente della Riese, all’indomani del ricorso presentato dalla Vignolese che ha segnalato alcuni cambi irregolari, effettuati nel corso della partita di domenica scorsa vinta dalla Riese per 2 a 1.

Secondo il presidente Bertazzoni, «La vittoria era più che meritata». E ha aggiunto: «Assolutamente ininfluente il cambio. Pagliani non ha neppure toccato palla. Ormai eravamo agli sgoccioli della partita e sul 2 a 1 per noi stavamo solo cercando di tenere i nostri avversari lontano dall’area».

Il presidente Bertazzoni non nasconde una certa amarezza perché forse, con un po’ più d’attenzione, da parte dei suoi collaboratori, la cosa poteva essere evitata.

«Non discuto la decisione legittima della Vignolese di fare ricorso ma, a mio modo di vedere, bisogna avere anche il buon senso di capire se nelle nostre “intenzioni” ci sia stata malafede. È stata una svista, un errore, dovuto al fatto che da diverso tempo giochiamo senza l’allenatore in panchina grazie anche alle già discusse decisioni arbitrali che nel corso di questo girone di andata hanno visto il nostro mister, per quasi due mesi, restare obbligatoriamente fuori dal campo per scontare lunghe e ingiustificate squalifiche. Devo anche dire che il cervellotico regolamento delle “quote” rischia di disincentivare i giovani che giocano a calcio. Far giocare ragazzini del 2000, 2001, 2002, con decisioni calate dall'alto, senza meritocrazia, a mio avviso, è sbagliato perché quando queste quote finiranno, alcuni di questi giovani che sono stati chiamati “obbligatoriamente” a giocare in Eccellenza o in Promozione, se dovessero andare a giocare in Prima o Seconda Categoria, sono sicuro che, piuttosto che scendere di categoria, smetteranno di giocare».

Ma cosa è avvenuto realmente in campo per indurre la Vignolese a fare ricorso?

È stato solo il cambio effettuato al 86’ di Pagliani (classe '91) al posto del giovane Rinieri (classe 2002).

A termini di regolamento non c’erano giocatori in campo del 2000 pertanto la Riese dovrà subire la sconfitta a tavolino.

«E pensare - ha detto il presidente Bertazzoni - che ne avevamo ben sei in elenco del 2000. Peccato perché avevamo dominato la partita. Avevamo chiuso il primo tempo in vantaggio di due reti con i gol di Mistica e Zogu. La Vignolese ha accorciato le distanze solo al 69’. Avremmo anche potuto arrotondare il risultato se non avessimo pure sbagliato diverse occasioni. Tra l’altro oltre che essere stata una bella partita, per la prima volta, c'è stata una direzione arbitrale molto buona. Il campo, comunque, ha detto che abbiamo vinto noi mentre la giustizia sportive dirà che la Vignolese ha vinto a tavolino. Ci sta. Colpa nostra».

«Il campionato - ha concluso il presidente Bertazzoni - è ancora lungo. Prima o poi riprendiamo la posizione in classifica. Domenica ospitiamo il Vezzano. Sappiamo che non sarà una partita facile ma proveremo a fare un buon risultato». —



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