Luca Infante invita alla pazienza «La Grissin Bon sta crescendo»
Il 37enne ha esordito in Sardegna guidando uno dei rari tentativi di rimonta «Ci manca continuità per poter competere con le squadre più forti»
«Stiamo lavorando bene e siamo in crescita. So che non tutti hanno pazienza e li capisco, vorrebbero sempre vincere, ma è solo questione di tempo».
Predica pazienza Luca Infante, uno dei pochi biancorossi ad aver offerto un contributo positivo nella secca sconfitta di sabato scorso a Sassari. Il 37enne cresciuto in Pallacanestro Reggiana, tornato in estate alla base, in Sardegna ha per la prima volta toccato il campo in stagione. Entrato al 18’, ha guidato uno dei rari tentativi di rimonta della Grissin Bon, mostrando lucidità e la consueta grinta.
Infante, finalmente l’abbiamo vista in campo. Come è andata?
«Io devo farmi trovare pronto. Io so di avere davanti a me dei giocatori importanti, ma vi assicuro che io fisicamente sto molto bene. La situazione è chiara, è tutto tranquillo, come avevamo ragionato con il coach e con la società».
Quando l’hanno chiamata in causa, ha risposto bene. Contento?
«Bisogna sfruttare le occasioni che ti vengono date, io ho cercato di farlo, purtroppo abbiamo perso».
E nettamente. Ora cosa bisogna fare?
«Ora dobbiamo azzerare tutto, dobbiamo continuare il nostro percorso di crescita per portare a casa la gara con Varese, per noi è una partita importantissima».
Quando è entrato, ha dato lucidità e guida alla difesa. Ma Sassari era comunque troppo forte per voi?
«Non è che se io fossi rimasto in campo più a lungo noi avremmo vinto, loro hanno meritato di vincere la sfida. Noi purtroppo dobbiamo fare un altro salto di qualità per poter competere con le varie Sassari, Venezia, Virtus, Milano».
Cosa vi manca per essere a quel livello?
«Ci manca quella continuità che ora pecca, ed è necessaria per poter competere con le squadre più forti».
Come procede il vostro percorso di crescita
«Stiamo lavorando bene, il gruppo è unito, tutti remano in stessa direzione. È solo una questione di tempo. So che non tutti hanno pazienza, penso anche al nostro pubblico, e li capisco: tutti vorrebbero sempre vincere. Ma ci vuole pazienza, stiamo crescendo».
Contro le squadre più massicce sotto canestro avete sofferto. È uno degli aspetti da migliorare?
«Là sotto sia Virtus che Sassari hanno giocatori importanti, Bilan, Hunter, Gamble, gente di esperienza grande e grossa. Ma anche noi abbiamo elementi validi, Owens, Upshaw e Pardon. E Pardon sta migliorando tantissimo, tre mesi fa era un giocatore e ora è un altro, a proposito di crescita».
Ora non dovete fermarvi...
«Il nostro processo di crescita deve continuare, se ci fermiamo è un casino, si rischia di rimanere impantanati in una situazione di classifica un po’ pericolosa, visto quanto è corta la classifica stessa».
Anche per guardare alle Final Eight di Coppa Italia, magari?
«Fare programmi è bello ma ora noi dobbiamo pensare solo al prossimo impegno checi attende. Anche perché con una classifica così corta, lo ripeto, ci vuol poco. Pistoia sembrava spacciata, ha vinto due match e ora si ritrova pari con Cantù».
In un mese durissimo, la sfida con Varese in casa può essere una pur relativa oasi?
«Non la definirei certo un’oasi, anzi. Varese è allenata bene da Caja, che prepara benissimo le partite, e viene da vittoria importanti. Dobbiamo giocare al massimo delle nostre possibilità senza assolutamente sottovalutare nessuno. Varese è una squadra tosta, con un’impronta difensiva, sarà sicuramente una gara sporca».
Anche queste vanno vinte, no?
«Dobbiamo essere pronti e aggredirli dall’inizio del match, è fondamentale entrare in campo con intensità e vincere anche giocando male nel caso. Se vinciamo giocando una partita sporca per me va benissimo, non sempre si può giocare di fioretto». —
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