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Fontecchio: «Voglio dare alla Grissin Bon più aggressività»

Linda Pigozzi
Fontecchio: «Voglio dare alla Grissin Bon più aggressività»

La promessa dell’ala biancorossa Simone Fontecchio: «So di poter fare di più e sto lavorando per riuscirci».

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REGGIO EMILIA. «Siamo arrabbiati». Senza mezze misure, Simone Fontecchio racconta lo stato d’animo che pervade la Grissin Bon nelle ore che precedono l’anticipo interno di sabato con Varese. Le due cadute consecutive con Virtus e Sassari hanno fermato la corsa di una squadra sin lì lanciata da quattro successi consecutivi.

«Siamo arrabbiati - ripete l’ala 24enne - ma l’arrabbiatura si sta trasformando in voglia di riscatto. La voglia di lavorare in allenamento non ci è mai mancata. Arriviamo da due partite toste che sicuramente non abbiamo giocato bene, ma siamo tornati subito in palestra con la volontà di rimetterci in carreggiata».

Nel post gara al pala Serradimigni, il coach Buscaglia era nero. Come s’è approcciato a voi?

«Non era il solo a essere arrabbiato: lo eravamo anche noi. Lunedì abbiamo rivisto la partita a e ci siamo guardati negli occhi. Dobbiamo imparare dalla sconfitta a Sassari, così come da quella con la Virtus e reagire»

Dopo la sconfitta con Bologna, la reazione con Sassari però non s’è vista...

«Io penso che la reazione dopo la Virtus ci sia stata. A Sassari siamo partiti subito bene. E anche se i nostri avversari hanno fatto 30 punti nel primo quarto, noi eravamo lì. Se però una squadra come Sassari gioca in quel modo in casa, diventa veramente difficile per tutti. Siamo andati sotto di 20 ma abbiamo recuperato sino al -9. Sassari è un’ottima squadra contro cui noi avremmo sicuramente potuto fare meglio. Abbiamo giocato con intensità e aggressività ma solo a sprazzi. Dobbiamo farlo per 40’».

A livello personale è soddisfatto della sua stagione? Le aspettative su di lei erano indubbiamente elevate. È questo che la sta condizionando?

«Non l’ho percepita tutta questa aspettativa, in realtà. Con chiunque ho parlato in società, mi ha ribadito la massima fiducia e la massima disponibilità ad aspettarmi. Sapevano tutti che arrivavo da tre stagioni in cui avevo giocato poco o nulla, per cui mi sarebbe servito tempo. Finora sento di aver dato il mio contributo, ho aiutato la squadra nelle vittorie, quindi sono sereno. So di poter fare di più, sto lavorando per riuscirci».

In estate sembrava ormai cosa fatta il suo ritorno nella Virtus, poi tutto è saltato. Questo ha pesato nell’affrontarla nell’ultima gara interna?

«La Virtus è un club che ha contato molto per me, ma non mi sono lasciato condizionare da quanto accaduto questa estate, tanto che sono entrato in campo tranquillo»

Con Varese sarà un banco di prova importante per lei, visto che non avrà un avversario diretto particolarmente facile...

«Mi aspetta Peak, un esterno americano particolarmente atletico. Sarà mio compito arginarlo. Poi dovrò trovare aggressività offensiva per dare una mano alla squadra».

Come vede la sfida con l’Openjobmetis?

«Sarà una partita tosta. I nostri avversari sono in un buon momento. Avendo sempre lo stesso allenatore, Caja, la squadra ha sempre le stesse caratteristica negli ultimi ultimi anni: una gran difesa e un attacco fluido. In questo momento hanno anche Josh Mayo, il miglior realizzatore del campionato. Ci aspetta una partita da affrontare con la massima concentrazione e il massimo livello di aggressività e intensità, con l’aiuto dei nostri tifosi».

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