Gazzetta di Reggio

Sport

Mister Antonioli: «Alvini ha dato un’impronta alla Reggiana»

Luigi Cocconcelli
Mister Antonioli: «Alvini ha dato un’impronta alla Reggiana»

Intervista al tecnico della Fermana, che domenica sfida la sua ex squadra: «Una grande emozione»

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Non sarà, almeno all’inizio, una partita come le altre. Non può esserlo perché della pur breve esperienza a Reggio ed alla Reggiana Mauro Antionioli conserva ottimi ricordi. Nonostante le cose non siano andate esattamente come qualcuno, non lui, ad inizio avventura aveva ipotizzato o si era illuso. «All’entrata in campo - dice l’attuale allenatore della Fermana- sono certo di provare una certa emozione, mi farà piacere stringere qualche mano, ma poi sono consapevole di dover concentrarmi soltanto sulla partita, abbiamo una classifica deficitaria che non può lasciar spazio a sentimentalismi».

Inizio promettente, prima, al subentro a Destro, con pareggio a Modena, poi ultimamente cosa è successo?

«Due sconfitte di fila, fa male, più che altro per il punteggio, l’ultima di Carpi, ma soprattutto il fatto che subiamo troppo passivamente gli episodi, nel calcio spesso sono quelli a determinare l’esito, ma devi essere bravo sapergli volgere dalla tua parte, reagire a quelli negativi ed è su quello che dobbiamo lavorare, crescere, migliorare».

Fermana che, tra l’altro, ha la peggior difesa del campionato, in controtendenza con le sue squadre, numeri alla mano non pare una squadra di Antonioli…

«Sì, in effetti per me è anomalo, le mie squadre se non la migliore, hanno sempre avuto una delle difese meno perforate, in attacco riusciamo anche a proporre qualcosa di buono, ma per una squadra che deve salvarsi la fase difensiva è essenziale, dobbiamo trovare equilibrio».

La Reggiana, di contro, in trasferta ha subito solo 2 reti, forse per voi sarebbe meglio affrontarla a casa sua dove segna, è vero, di più ma anche concede…

«Guardi, non credo si tratti di atteggiamento, quanto di casualità, la Reggiana mi sa che scenda sempre in campo per fare la partita, non cambia filosofia ed impostazione a seconda che si giochi in casa o fuori, ha valori , individualità che le consentono di poter vincere contro chiunque, Alvini le ha saputo dare un’impronta, per noi si preannuncia una partita difficile, dura, di quelle in cui devi raddoppiare l’attenzione».

La Fermana utilizza un 4-2-3-1, modulo mai o quasi proposto a Reggio, evoluzione o scelta dettata dall’organico a disposizione?

«Io non sono prigioniero di uno schema, tendo ad adattarmi ai giocatori, alle caratteristiche della squadra, qua ho trovato diversi bravi esterni offensivi e mi è venuto naturale proporlo».

Da una decina di giorni la Fermana ha tesserato Lancini, pronto per giocare?

«Era un po’ che si allenava con noi, il suo curriculum parla per lui, può agire da esterno in una difesa a quattro od anche da centrocampista laterale, quantitativamente in quel settore eravamo un poco ridotti, è pronto, poi se in campo od in panchina all’inizio è presto per dirlo, siamo soltanto a metà settimana».

A Reggio c’è chi teme un campo non propriamente un biliardo e dalle dimensioni ridotte...

«Sulle dimensioni no, è 105 per 66, sono le tribune e le gradinate, molto ravvicinate, a dare la sensazione che sia più piccolo, il fondo, invece, non è quello del Mapei, pardon, del Città del Tricolore, è bruttino, pesante anche quando non piove, ma per via del terreno, non certo per mancanza di manutenzione». —




 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google