Coach Caja lancia la sfida a Reggio: «La mia Varese sta crescendo»
Il tecnico dei lombardi si aspetta una gara molto equilibrata con la Grissin Bon. «Alti e bassi sono normali perché entrambe le squadre hanno cambiato molto»
REGGIO EMILIA. Grande stratega, bravissimo a preparare le partite e ad impostare attacchi e difese per monetizzare i propri pregi ed evidenziare le lacune altrui. Attilio Caja è da molti anni uno dei coach più validi del panorama italiano, le ultime annate a Varese lo hanno confermato ed anche in questo avvio di stagione la sua Openjobmetis ha già regalato notevoli fiamme, compresa una vittoria al supplementare contro i campioni d’Italia di Venezia. . Sabato con la Grissin Bon sarà un duello fra squadre ambiziose, entrambe a quota 8 punti e affamate di punti per restare ai piani alti.
Coach Caja, sarà una partita pesante anche per la classifica finale?
«Per questi discorsi credo sia presto. Noi adesso dobbiamo pensare a far bene e a continuare un percorso di crescita. Un po’ come Reggio, credo. Sia noi che Reggio abbiamo cambiato molto, noi abbiamo sette giocatori nuovi, la Grissin Bon anche di più».
Dovete trovare ancora un’identità?
«Stiamo crescendo, è normale che ci siano partite buone ed altre meno buone».
Ci sarà equilibrio?
«A parte i confronti con le prime quattro squadre, praticamente ogni partita fra le altre formazioni può essere un confronto diretto, ogni gara è aperta se togliamo le sfide con Milano, Venezia, Sassari e Virtus Bologna».
Anche con queste squadre si può vincere. Voi lo avete appena dimostrato, no?
«Con Venezia abbiamo giocato un jolly. La Fortitudo ne ha già giocati due, con Milano e Venezia. Ma sono jolly, appunto, e per definizione i jolly sono pochi, non è sempre semplice».
In questa prima fase avete avuto un eccellente rendimento da Simmons. La sfida vicino al ferro sarà decisiva?
«Io ragiono sempre a livello di gruppo, di rendimento collettivo, a partire dalla difesa. Dopo la gara con Venezia viene da pensare a Mayo, ma se lui ha potuto fare quelle giocate nel finale è perché il resto della squadra ci ha tenuto lì prima. Erano stati altri giocatori a tenerci lì, noi dobbiamo sempre ragionare come un gruppo».
Mekel e Vojvoda sono in dubbio. E nel migliore dei casi saranno malconci. Un vantaggio per voi?
«Io penso solo ai giocatori che dovrò affrontare, nel corso di una stagione tutte le squadre hanno dei problemi, noi siamo stati quasi due mesi senza Clark, che era la nostra guardia titolare e per fortuna ora è rientrata. Reggio ha una squadra lunga con tante alternative».
Pensa a Poeta?
«A Poeta e Candi. Contro Sassari, Poeta ha fatto vedere ancora una volta le sue doti, in tante squadre giocherebbe titolare, e anche Candi ha avuto esperienze da titolare. Vedremo chi ci sarà, ma a Reggio non manca la qualità».
A proposito di Reggio e di reggiani. Come procede il periodo di prova di Riccardo Cervi?
«Attenzione, non lo definirei un periodo di prova, ci tengo a precisare. Cervi sta lavorando con Silvio Barnabà, il nostro preparatore atletico. Si erano conosciuti ad Avellino. Per ora sta facendo solo lavoro tecnico con lui, ormai ha terminato il suo percorso».
Tutto qui, per ora?
«Sì, per ora Cervi non si è mai allenato con me e col gruppo, non ha fatto nemmeno un mezzo allenamento. Sta facendo un percorso col preparatore atletico. E comunque parlare di prova non sarebbe giusto, Cervi è un giocatore che già si conosce bene. Vedremo più avanti, quando il suo lavoro di recupero sarà concluso, e non manca molto, potremo fare altri ragionamenti. Ma solo allora, eventualmente». —
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