«Il nostro scudetto? Il bilancio in equilibrio» Volley Tricolore, primo utile dopo sei anni
Santini e Migliari: «Senza aiuti siamo sempre rimasti in serie A2 e se capiterà l’occasione di salire non ci tireremo indietro»
REGGIO EMILIA. Da queste parti quella del “volare basso” è una pratica che suscita comunque ammirazione. Intanto perché ti garantisce il volo, lo stare in alto, che non è prerogativa di tutti. Eppoi perché, volare basso ti permette - in caso di cadute - di rialzarti senza particolari danni. E vale nella vita di tutti i giorni e nelle sue declinazioni, lo sport su tutti.
Volando basso, una realtà importante dello sport reggiano, come il Volley Tricolore è riuscita a rimanere per tutti questi anni nel campionato maschile di serie A2 e già questa sarebbe da annoverare tra le imprese eccezionali.
Invero, l'autentica impresa di cui Azzio Santini e Loris Migliari - i due principali soci della Volley Tricolore Srl - oggi vanno particolarmente fieri è il risanamento dei conti della società. Anche se non ne abbiamo le prove, abbiamo comunque la sensazione di esser di fronte a qualcosa se non di unico, comunque di raro. Nel volley e forse anche nello sport in genere. Basti pensare alla maggioranza delle realtà sportive dilettantistiche nostrane, che tante volte non finiscono in malora soltanto perché qualcuno - a fronte di spese che sono sempre maggiori dei ricavi - ogni volta tappa i buchi di tasca propria. Una operazione - quella di mettere mano al portafogli - che anche Santini e Migliari e l'altro manipolo di soci e sponsor che sono con loro hanno fatto praticamente ogni anno, dal 2013 ad oggi. Una "ginnastica" faticosa, che tuttavia da sola non avrebbe portato al risultato di cui oggi il Volley Tricolore può andare fiero come uno scudetto di quelli che ti appunti sul petto dopo un campionato trionfale.
Qui i campionati giocati sul libro contabile delle entrate e delle uscite sono addirittura sei, come i bilanci chiusi dagli azionisti che, sul finire del 2013, presero le redini di questa storica società. Una situazione non facile, quella che si trovarono a gestire Santini e Migliari quando decisero di imbarcarsi in questa avventura: «La squadra - racconta Santini - era in serie A2, ma le spese erano decisamente fuori controllo e i debiti superavano di gran lunga il fatturato». Una situazione insostenibile per questa società che se da un lato ha sempre contato su uno zoccolo duro di tifosi e sponsor - dall’altro «non ha mai avuto aiuti da nessuno, a differenza di quanto è stato per altre realtà ha sempre fatto affidamento solo sulle proprie forze. Certo ci hanno aiutato e ci aiutano gli sponsor al nostro fianco da sempre come Conad o come Iren che invece ha deciso quest’anno di cominciare a supportarci e ne siamo particolarmente lieti» dice Santini. Che oggi rivendica - assieme a Migliari - anni di scelte non sempre facili, a volte persino dolorose - come l’abbandono del volley femminile per concentrarsi unicamente sul maschile, o la rinuncia ai benefit di cui negli anni precedenti avevano goduto i giocatori ingaggiati da Reggio.
«Per prima cosa - racconta Migliari - prendemmo una decisione difficile ma necessaria: autoretrocedere la squadra in serie B, per ripartire a condizioni più abbordabili. Tenete presente che in questi anni tante società professionistiche o semiprofessionistiche sono fallite. Pensiamo alla blasonata Modena, a Trento, fino ai nostri vicini di Campegine. Il Volley Tricolore invece - sottolinea con orgoglio Migliari conserva la stressa matricola Fipav del 1966, anno in cui nacque come Polisportiva Cavriaghese. L’altra mossa decisa in questi anni è stata quella di fissare un tetto agli ingaggi. E questo non ha comunque impedito alla società reggiana di attrarre giocatori e allenatori di prim’ordine: «È l’ambiente del volley che parla per noi - dice Migliari - la nostra serietà è una garanzia che ci è riconosciuta anche con l’incarico di consigliere nazionale Fipav che Azzio (Santini,ndr) è stato chiamato a ricoprire».
Perché in questi anni di risanamento dei conti, gli attuali soci del Volley Tricolore hanno comunque mostrato il volto della serietà, onorando tutti i debiti pregressi, anche attraverso piani di rientro dilazionato. Tutta questa serie di operazioni hanno portato a ridurre l’indebitamento iniziale (oltre 300mila euro nel 2014) fino al piccolo ma significativo utile registrato nel 2019.
Un risultato - quello dei conti in regola - che i due rivendicano anche per placare quei malumori che - ad esempio dopo l’addio di Andrea Santangelo, un addio arrivato a pochi giorni dall’inizio del campionato - avevano cominciato a serpeggiare nell’ambiente. “Ecco - si diceva - quest’anno che potevamo sognare, dovremo invece ancora soffrire”.
E invece, mettendoci ancora una volta la faccia e con il bilancio 2019 tra le mani, Migliari e Santini sono qui a ribadire che non si indietreggia di un millimetro. «Santangelo - spiega Santini - era venuto da noi perché siamo stati in grado di convincerlo con le nostre armi: in primo luogo l’ambiente, privo di pressioni eccessive, dove chi ha voglia di riscatto può veramente trovare l’habitat ideale per tornare ad alto livello, la certezza di un ingaggio non altissimo ma almeno certo. Poi ha ricevuto una offerta da uno sponsor che si chiama Samsung e non potevamo trattenerlo. Il nostro main sponsor si chiama Conad e ne siamo orgogliosi. E tra le altre cose - dice - è quello che con la schisceta in stile milanese ma piena di cose buonissime, ha ovviato alla rinuncia a cene e pranzi costosissimi durante le trasferte».
«Oltre all’utile - spiega Migliari - non abbiamo più debiti arretrati con il versamento dell’Iva mentre il fatturato continua a crescere grazie ai nostri sponso e alle aziende che con la loro partnership sono al nostro fianco».
Invero, rispetto alle ambizioni i due principali soci del Volley Tricolore ci tengono a sottolineare un aspetto: «Attualmente giochiamo al Pala Bigi grazie a una deroga della Fipav per via del soffitto troppo basso. Ma non pensino in Comune che qualora ci capitasse l’occasione per una promozione in A1 noi ci tireremmo indietro, anzi. Cercheremmo proprio di mettere nei guai il Comune...». —
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