Difesa e attacco la Grissin Bon si sta trovando
La gara con Varese ha evidenziato i progressi del team Il focus dove restare sulla coesione e sulla continuità
Passi in avanti da confermare. La vittoria di sabato con Varese è un quadro efficace dell’attuale Grissin Bon, un team cui le qualità offensive e difensive certo non mancano. Allo stesso tempo, la formazione biancorossa è ancora alle prese con fragilità e carenze di coesione quasi inevitabili, parlando di un gruppo rinnovato nella guida tecnica così come nell’organico.
Contro Varese, le buone giocate individuali in attacco e l’intensità difensiva trovata nei quintetti trascinati da Candi e Pardon sono state sufficienti per risolvere la questione. Gli adeguamenti e i miglioramenti nel corso dei 40’ sono stati palesi e questo è un dato confortante: i giocatori non si sono abbacchiati quando Varese sembrava segnare in ogni occasione ed hanno continuato a seguire il copione indicato da Buscaglia, riducendo progressivamente gli errori. Questo andamento ricorda allo stesso tempo come, a oggi, la Grissin Bon fatichi a viaggiare a pieni giri per tutto il match. A volte si tratta di cali di intensità, a volte gli accoppiamenti non sono felici. Il quintetto iniziale è molto dotato offensivamente ma spesso ha faticato in difesa, dalla panchina Vojvoda, Candi, Poeta e Pardon sanno spesso portare energia e maggior efficacia dietro ma la pericolosità tende a ridursi, soprattutto se Vojvoda non è al massimo. Trovare un equilibrio non è sempre facile.
Varese, squadra decisamente ben allenata, ha fatto emergere la questione. Reggio ha comprensibilmente braccato Mayo, miglior realizzatore del torneo, e i lombardi hanno sempre trovato le risposte giuste, aprendo il gioco sul perimetro per tiri liberi e approfittandone per fare la voce grossa a rimbalzo con il concretissimo Simmons. Ogni minima disattenzione è stata punita. La Grissin Bon ha però saputo adeguarsi e lo ha fatto senza perdere la testa.
Nel dopogara coach Buscaglia ha spiegato di aver chiesto ai suoi di concentrarsi su poche priorità ben definite, a partire dall’attenzione su Mayo, e i giocatori hanno eseguito, trovando man mano il modo per ridurre la distanza a rimbalzo e per arginare i tiratori ospiti.
Il trio Candi, Pardon, Vojvoda ha poi garantito quel dinamismo difensivo necessari per stoppare definitivamente l’attacco varesino e trovare le giocate in campo aperto che hanno creato il parziale buono. Gli alti e bassi rimangono, però, e anche nel finale un piccolo black-out ha permesso nuovamente alla Openjobmetis di rifarsi sotto. Lì, esperienza e atletismo hanno “salvato” Reggio, brava a richiudere i conti.
Fra le note positive, la qualità diffusa biancorossa. Tutti e nove gli elementi schierati hanno messo punti a referto e trovato buone soluzioni anche mettendosi in proprio, e giocata dopo giocate l’attacco ha comunque prodotto un discreto fatturato. In questo senso, ha aiutato la mira dalla lunetta. Varese ha messo tanta pressione, caricandosi di falli. Reggio ha avuto a disposizione tanti liberi, e il 26/31 finale ha dato una mano.
Sul piano individuale, difficile non applaudire Fontecchio. Non tanto e non solo per i punti, ma per la presenza a rimbalzo e in difesa che ha saputo garantire, sfruttando le sue superiori doti atletiche. —
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