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L’amarezza del giocatore «Basta, non l’accetto più»

Jacopo Della Porta
L’amarezza del giocatore «Basta, non l’accetto più»

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«Non ci sto più». La partita è finita da tempo quando raggiungiamo Omar Daffe. Quando gli chiediamo cosa è successo lo dice con pudore. «Mi hanno urlato negro di m..., ma c’è mio figlio qua di fianco a me e non voglio dirlo».

Il portiere dell’Agazzanese è amareggiato. «Non era successo niente di particolare in campo - spiega - C’è stato uno scontro con un loro giocatore dopo una mia uscita. Un contrasto normale e l’arbitro non ha fischiato fallo. A quel punto sono iniziati gli insulti. Una persona ha iniziato a urlare l’offesa razzista. Ci tengo a dire che dalla panchina della Bagnolese si sono subito alzati per dire di smetterla e anche dopo la partita sono venuti a scusarsi».

L’insulto non è rimasto isolato. «Quella persona ha ripetuto l’offesa ed è anche sceso vicino alla recinzione per ripeterla. L’arbitro non ha fermato la partita e allora ho deciso io di andarmene».

Omar Daffe, che vive a Parma, ed è anche presidente di una onlus che promuove iniziative benefiche per il Senegal (“Calcio dilettanti e solidarietà”), è già stato vittima di episodi del genere. «Gioco dal 2004 ed era già capitato altre tre o quattro volte, anche a gennaio in una gara in casa, però adesso ho deciso di dire basta. A 38 anni non accetto più di essere insultato per il colore della mia pelle durante una partita di calcio».

Completamente solidali con il loro portiere i giocatori e la società dell’Agazzanese. «Siamo con Omar - dice il direttore generale piacentino Francesco Ghidini -. Ora rischiamo di pagare noi perché abbiamo lasciato il campo. Ci tengo però a dire che siamo contenti della nostra scelta. Forse anche il giudice sportivo dovrebbe mandare un segnale, facendo rigiocare la partita invece di assegnarci la sconfitta a tavolino».

Il presidente della Bagnolese Giuseppe Conti a fine gara ha detto che «tutta la Bagnolese si dissocia, è stato un caso isolato. Bagnolo è sempre stato un paese civile, non è certo la prima volta che arrivano squadre con giocatori di colore. Non era mai successo niente, abbiamo già fatto le nostre scuse all’Agazzanese». —



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