Gazzetta di Reggio

Sport

La gara di domenica 

«Reggiana attenta, il Piacenza ha un attacco fortissimo»

Luigi Cocconcelli
«Reggiana attenta, il Piacenza ha un attacco fortissimo»

Mister Atzori con la sua Imolese domenica ha imposto il pari ai Lupi «I granata hanno i mezzi per vincere ma servono grinta e determinazione»

3 MINUTI DI LETTURA







Vent’anni dopo. No, non stiamo parlando del seguito de “I tre moschettieri” di Alexandre Dumas, più semplicemente di Reggiana e Piacenza che tornano ad incontrarsi. L’ultima volta, era il 9 marzo del 1997, si era in serie A, finì 0-0 sul neutro di Bologna per via della squalifica del Giglio a seguito del lancio di rubinetti ed altro materiale all’indirizzo di Buffon in un derby con il Parma. Altri tempi.

Non conta, ovviamente, la sfida con la Pro Piacenza, quella era un’altra società, non diretta erede come quella che la Reggiana va ad affrontare domenica , nata anche lei sulle ceneri di un fallimento, con tanto di ripartenza addirittura dall’Eccellenza. Basta con i ricordi. Il Piacenza, dopo aver sfiorato il campionato scorso il ritorno in B (è stata sconfitta in finale playoff dal Trapani) era partito tra le grandi favorite. E non poteva essere diversamente se su di un’intelaiatura valida inserisci elementi del calibro di Paponi, non a caso capocannoniere del campionato, Cacia, lo stesso ex granata Cattaneo.

Invece avvio incerto ed ora si trova ad inseguire. Qualche guaio fisico, polemiche tra Cacia e presidenza, società che ordina il silenzio stampa.

«Nel calcio- commenta al proposito Gianluigi Atzori che domenica con la sua Imolese ha imposto il pari al Piacenza- ci si dimentica troppo presto del bene fatto, ci si sofferma più sulle negatività, Franzini in questi anni ha compiuto dei miracoli, è vero, è in ritardo, ma la sua squadra resta tra le 3-4 più attrezzate del girone, tempo per rifarsi ne ha, io ho notato una squadra con tanta qualità e forza fisica».

Un Piacenza che pare temibile soprattutto in fase offensiva, come ha fatto l’ Imolese a contenerlo?

«In effetti ha un potenziale là davanti come poche in categoria, Sestu, Cacia, Paponi, tutta gente che se lasci loro un metro la possono buttare dentro in ogni momento. Come abbiamo fatto a pareggiare?Facendo una partita in fase difensiva quasi perfetta, perché la perfezione non esiste, abbiamo concesso una sola palla gol e lì è stato bravissimo il nostro portiere, Debbo aggiungere, però, che si è giocato su un campo pesante per la pioggia, al limite dell’agibilità, negli ultimi venti minuti parlare di una partita di calcio è un po’ azzardato».

Tatticamente Franzini che modula adotta?

«Fa un 3-5-2, non so quanto speculare alla Reggiana, visto che Alvini a volte mi pare metta due trequartisti dietro alla punta».

Come si può battere e sorprendere il Piacenza?

«Noi ci abbiamo provato con le nostre armi, la Reggiana ha la qualità per farle male, ma deve mettere in campo grinta, volontà, determinazione, dietro il Piacenza è forte, ma se rientra Scappini è un bel punto a favore dei granata».

La Reggiana la conosce?

«Non personalmente, a Reggio non ero ancora in panchina, ma sta facendo bene, gioca un buon calcio, se non fosse stata per l’ingenuità di Costa probabilmente avrebbe 2 punti in più, poi è evidente che se uno guarda le rose a livello di cambi, quantitativamente non ha le soluzione di altri». —





Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google