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RUGBY TOP 12 

Bocciato un altro ricorso del Viadana contro Valorugby

Massimo Sesena
Bocciato un altro ricorso del Viadana contro Valorugby

La società lombarda si è opposta alla prima decisione del giudice sportivo ma si è vista respingere anche la seconda istanza: la vittoria resta a Reggio

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REGGIO EMILIA. Due ricorsi, tutti e due persi. Attaccati a una manciata di centimetri e a una pila di carte bollate per tramutare una sonora sconfitta sul campo in una vittoria degli azzeccagarbugli. E dire che questo sarebbe - in teoria - lo sport più pulito, quello del mitico (o mitizzato?) “Terzo Tempo” in cui giocatori e tifosi delle due squadre, a partita finita e a prescindere dal risultato, si ritrovano a far merenda, mangiandoci e bevendoci sopra.

Già, stiamo parlando di Rugby, del principale campionato nazionale. E stiamo (ancora, sic!) parlando della partita tra Valorugby e Viadana giocata al Mirabello il 19 ottobre e vinta dai Diavoli con un punteggio che non ammetterebbe appello. E che, invece, di appelli (o meglio, di ricorsi in appello) ne ha avuti addirittura due.

Il motivo di una delle più accanite battaglie legali che si ricordi? Una differenza di 15 centimetri nel tratteggio di una riga del campo del Mirabello, peraltro citato con un altro nome nel primo ricorso.

Nel suo ricorso al giudice sportivo il Viadana andava dritto al punto chiedendo di “omologare la gara del Campionato Nazionale Peroni Top 12 Valorugby Emilia – Rugby Viadana 1970 con il risultato di 20 – 0 in favore della reclamante ed in subordine disporre la ripetizione della partita in ogni caso con adozione di tutti i provvedimenti inerenti e conseguenti anche sulla classifica” .

Una richiesta che i lombardi avevano già fatto in prima istanza all’arbitro, consegnandogli , altermine della partita, un appunto in cui si sottolineava come le misure del campo non fossero a norma.

Da cosa derivava questa sicurezza? Dal fatto che prima della partita del Mirabello, i dirigenti del Viadana non si erano limitati ad assistere al riscaldamento pre-partita dei loro atleti in campo, anzi erano scesi loro stessi in campo, con tanto di cordella metrica. E avevano fatto delle misurazioni. Il tutto sotto gli sguardi interrogativi dei Dirigenti di via Assalini.

Poi hanno smesso perché in campo si è cominciato a giocare. E il Valorugby ha piegato agevolmente il Viadana, ignaro del fatto che il risultato non sarebbe stato immediatamente omologato, e questo per via del reclamo presentato dai lombardi all’arbitro.

Un reclamo che in prima istanza è stato respinto ma che non ha trattenuto comunque il Viadana dal presentarne un secondo. Che a sua volta però è stato giudicato anch’esso irricevibile. A parere del Giudice Sportivo, infatti, sia nell’istanza presentata al direttore di gara che nella memoria difensiva inviata per Pec la società Rugby Viadana 1970 non ha adempiuto all’onere di specificare i provvedimenti da adottare e quali siano state le norma violate, legittimando così l’’assunzione del provvedimento di improcedibilità per genericità e contraddittorietà. —

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