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Per la Grissin Bon è un ritorno al passato: contro Max Menetti la sfida sarà sui ritmi

Adriano Arati
Per la Grissin Bon è un ritorno al passato: contro Max Menetti la sfida sarà sui ritmi

Una vittoria contro l’allenatore delle finali scudetto consentirebbe di sfruttare la striscia dei match casalinghi

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Una squadra fisica, disciplinata, che guarda alla difesa e al collettivo. Verrebbe da dire che è una classica squadra di Max Menetti, la De Longhi Treviso prossima rivale della Grissin Bon. La gara di domenica porta con sé un bel vagone di emozioni legate al primo confronto da avversari fra Pallacanestro Reggiana e l’allenatore che l’ha guidata nei suoi anni migliori, ma è pure una partita importante per la classifica, fra due formazioni ferme nel gruppone a quota 10 punti, divise fra ambizioni di qualificazione alla Coppa Italia e un occhio molto attento alla bassa classifica.

Ed è, a proposito di passato, il primo duello con Treviso dai tempi del caso Lorbek. I veneti, dopo l’addio dei Benetton, sono ripartiti dalle serie minori e ora, affidandosi a Menetti, hanno riportato alla serie A una piazza storica e sostenuta da un pubblico sempre foltissimo. Entrambe le formazioni arrivano da una sconfitta e hanno bisogno di riprendere la corsa.

Per Reggio una vittoria sarebbe preziosissima per sfruttare poi la mini striscia casalinga del 15 e del 22 dicembre e per dare continuità al buon periodo: con Varese è arrivato un successo di orgoglio e voglia, con Milano si è vista tanta voglia di lottare unita a buona disciplina.

Treviso ha perso il derby del Triveneto con Trieste, rilanciando una potenziale rivale diretta per la salvezza, pagando l’assenza di ben tre giocatori, Imbrò, Cooke e la stella David Logan – il giustiziere della finale scudetto con Sassari - e arrendendosi nel finale. Pure privi di due titolari hanno sempre lottato a conferma dell’identità solida e combattiva plasmata da Menetti. Di nuovo in casa, con qualche elemento recuperato, la De Longhi sarà più che intenzionata a monetizzare l’occasione.

Dal punto di vista tattico, la chiave sarà il controllo dei ritmi.

Treviso è una squadra che, nel puro stile del suo coach, parte dalla difesa e dall’attacco a metà campo, anche se i tanti buoni atleti a disposizione la rendono pericolosa quando – soprattutto sul proprio campo – riesce ad accelerare. Sinora ha concesso solo 75.7 punti di media, sesta miglior difesa del torneo. Qualche problema in più emerge nella produzione offensiva, undicesima con 75.9 di media; i veneti dipendono molto dai due esterni Nikolic e Logan, se per qualche motivo il duo non riesce a produrre per sé e per gli altri, le sofferenze si sono viste.

Sotto canestro si giocherà una battaglia cruciale. Treviso sinora ha sofferto a rimbalzo, ne prende 35.9 e ne lascia 41.6, patendo il rendimento sotto media dell’ala americana Parks. —



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