Menetti, per la prima volta ex «Questa era la mia partita»
Commosso per lo striscione esposto dagli Arsan, il coach rivive gli anni d’oro «Sarò sempre un tifoso della Pallacanestro Reggiana: ha grande potenziale»
“Max Menetti uno di noi”. Così gli Arsan l’hanno accolto il coach più vincente di sempre della storia della Pallacanestro Reggiana nella sua prima volta da avversario dei biancorossi. E lui, l’acclamato Max, ha accolto il tributo lasciando trasparire grande emozione.
Gli applausi della curva, gli abbracci allo staff reggiano, il cenno ai tifosi, tutta l’emozione degli istanti che hanno preceduto l’inizio della sua prima gara da nemico dei colori della sua Reggio, è però svanita alla palla a due.
E come aveva fatto tante volte in biancorosso, Menetti l’ha vinta a suo modo: in remutada, con un terzo quarto travolgente.
A fine gara, lucidissimo, ha analizzato il match. Partendo dai suoi: «Faccio i miei complimenti ai ragazzi. Hanno fatto una partita straordinaria e complimenti al pubblico fantastico che ci ha trascinato. Ho detto che quella con la Grissin Bon era la mia partita e forse per questo ho sbagliato io nella gestione dei primi due quarti. Per me oggi è stata molto dura e se devo tirare le orecchie a qualcuno, me le devo tirare io da solo per quella che è stata la gestione per i primi due quarti», ha ammesso.
«Oggi per un’ora e mezzo non ho potuto essere ciò che sono sempre: un grande tifoso della Pallacanestro Reggiana. Per noi oggi era troppo importante. Confermo tutto ciò che ho sempre detto di Reggio. Sono ancora convinto che sia una squadra di altissimo livello ma che deve ancora trovare i suoi equilibri. Quando avrà aggiustato tutto, sarà dove penso debba stare: in alto. Ha un grande potenziale e nei primi due quarti l’abbiamo visto».
Cinquantadue subiti nel primo quarto, poi la sua Treviso ha svoltato: «E’ cambiato il nostro approccio, il nostro stato mentale, è cambiata la nostra emotività. A dirla tutta sono stato più sorpreso dei primi 20 venti che non dei secondi 20’. Noi siamo quelli».
«Per me -ha poi insistito- era una partita molto difficile. Con la Pallacanestro Reggiana ho un rapporto che dura da una vita. Non è mai mancato l’affetto, anche da lontano. Ringrazio per il bellissimo gesto che gli Arsan mi hanno dedicato. Le cose non si danno mai per scontate. Sono stati cinque secondi per me molto duri poi si è andati avanti con la partita. Ora mi concentrerò nel fare il tifo per Reggio, come ho sempre fatto». —
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