Gazzetta di Reggio

Sport

Reggiana, il ds Tosi: «Max Alvini è un maestro»

Andrea Munari
Reggiana, il ds Tosi: «Max Alvini è un maestro»

Il direttore elogia il lavoro della squadra: «Prepara benissimo ogni partita»

4 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Una sfida dominata e una vittoria meritata quella che ha conquistato la Reggiana in casa della Virtus Verona. Un successo che ha permesso anche al ds Doriano Tosi di rilassarsi per qualche ora dopo il match, prima di iniziare come di consueto a pensare alla sfida successiva. E per i granata vuole dire la sfida contro il Padova: «Domenica dopo la vittoria ho gioito – ha sottolineato Tosi – poi ho subito iniziato a pensare a lunedì prossimo. Purtroppo questa è la nostra “condanna”, non dobbiamo mai fermarci a festeggiare troppo per quello che abbiamo appena ottenuto, ma dobbiamo pensare a quello che avverrà la settimana successiva».

Un giudizio sulla partita?

«È stata una partita giocata al meglio dalla Reggiana, in cui ci sono riuscite tutte le cose che avevamo preparato per affrontare la Virtus Verona ed è stato il risultato che volevamo a tutti i costi per presentarci al meglio alla sfida con il Padova».

Sul gol della Virtus Verona ha rivisto i fantasmi della gara con il Piacenza?

«Un po’ sì, anche perché eravamo in vantaggio per 3 a 0 dopo neanche mezz’ora di gioco e una volta subito il gol del 3 a 1 è normale che inizi a salirti il pensiero che potresti subire anche il secondo gol e riaprire così la partita. In quel momento ho pensato che avremmo dovuto fare anche il quarto e ci siamo riusciti».

In questa rosa emergono anche giocatori che vengono schierati “fuori” ruolo.

«È il frutto del lavoro di squadra. Noi lavoriamo tanto durante la settimana e in questo contesto si possono esaltare le qualità di tutti i giocatori nel momento in cui vengono coinvolti. Quando si accetta il nuovo ruolo non come un’imposizione del mister, ma come un’opportunità tutti riescono a dare il meglio in ogni contesto».

Il gol di Kargbo arriva da una situazione provata e riprovata in allenamento.

«Noi le vittorie le dobbiamo ottenere attraverso il gioco di squadra, non avendo il fuoriclasse che ti risolve le partite da solo. In questo modo però riusciamo a esaltare le caratteristiche di tanti che stanno facendo un campionato straordinario. In più prima di ogni allenamento la squadra studia molto, sia l’avversario sia possibili situazioni di gioco attraverso i video o ascoltando le parole del mister».

La squadra in campo è sempre più convinta di quello che fa.

«Abbiamo un grande maestro in panchina e uno staff molto preparato, oltre ad avere dei giocatori che sono dei bravi scolari, con tanta voglia di migliorarsi. Siamo anche difficili da affrontare perché cambiamo spesso il modo di giocare il base a chi ci troviamo di fronte e, se come domenica riusciamo a superare facilmente il primo pressing degli avversari poi è difficile riuscire a prenderci. Io personalmente non vorrei essere un allenatore che deve preparare una partita contro la Reggiana».

A rovinarle un po’ la domenica c’è stato il cambio forzato chiesto da capitan Spanò?

«Era prevedibile una situazione del genere visto che rientrava dopo un mese e mezzo in cui era stato fermo per il problema al ginocchio e che l’ha costretto a irrobustire tanto la muscolatura. La partita di Verona gli ha richiesto un grosso sforzo dal punto di vista muscolare, ma non siamo preoccupati».

Lunedì arriva il Padova.

«È una partita che non vedo l’ora di giocare, perché ci confronteremo contro una squadra che è stata allestita con il chiaro obiettivo di vincere il campionato. Sarà una partita affascinante. Vincere vorrebbe dire chiudere il girone d’andata al 3° posto con 38 punti fatti in 19 partite, un risultato inimmaginabile in estate».

Ci sarà anche tanta gente allo stadio lunedì sera?.

«Sono convinto di sì e spero che soffino forte verso la porta del Padova così magari riescono a dare una spinta in più al pallone».

Padova e poi Feralpisalò prima dell’apertura del mercato, con la società che ha già stabilito il budget?

«Non mi è piaciuto che siano uscite delle cifre, perché in questo modo non si fa altro che far crescere i prezzi dei giocatori a cui ci si potrebbe avvicinare. Qualcosa però sicuramente faremo, ma prima vogliamo capire come stanno i nostri infortunati che rientrano a gennaio, oltre a valutare quelli che fino ad oggi hanno giocato meno e che adesso stanno trovando spazio. A gennaio rientreranno Venturi, Lunetta e Scappini che per noi è come se fossero 3 nuovi acquisti. Valutato il loro effettivo recupero decideremo come muoverci sul mercato». —


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google