Il ritorno a Reggio di Ghiacci «Ci tengo a fare bene con la mia Trieste»
Il neopresidente dei giuliani parla della sfida di domenica con la Grissin Bon. «Reggio è solida, sono sicuro che lo dimostrerà presto»
REGGIO EMILIA. «Dico quello che dicono tutti quelli legati a Reggio quando tornano: ci teniamo tutti a fare bella figura, è sempre un piacere tornare a casa». Sorride pensando al suo ennesimo ritorno Mario Ghiacci, neopresidente di Trieste prossima avversaria della Grissin Bon nella sfida del 15 dicembre. La squadra triestina viene da mesi turbolenti, dopo l’arresto del proprietario in primavera, e alle preoccupazioni sul campo si sono unite quelle ben più pressanti legate alla solidità societaria.
Ora le acque si sono calmate, grazie principalmente al lavoro di Ghiacci, passato nel frattempo dal ruolo di general manager a quello di presidente, riferimento principale sul territorio per una squadra amatissima e molto seguita.
Per il 67enne Ghiacci, la sfida di domenica è importante per consolidare ulteriormente la posizione in classifica della sua formazione. A questo va aggiunto l’inevitabile carico emotivo del ritorno a Reggio, la sua città, quella della sua famiglia, in cui ha lavorato a lungo prima come giocatore e poi come dirigente.
Non è certo la prima volta che torna a Reggio. L’emozione la sente ancora?
«È sempre una partita speciale, contro Reggio. Dico quello che dicono tutti quelli legati a Reggio quando tornano: è sempre un piacere tornare, e si cerca sempre di fare il massimo per fare bella figura».
Anche se la partita la guarderà dalla tribuna?
«Il discorso vale per tutti, per i giocatori per chi allena, fa il dirigente. L’affetto e il legame rimangono sempre».
La Grissin Bon non viene da un gran momento. Qual è il parere dell’esperto?
«Reggio è una squadra solida, una buona squadra, costruita bene dopo tutte le sofferenze dell’anno scorso, pensata per fare bene e sono convinto posso dare soddisfazioni».
Nelle ultime settimane sono però emerse crepe preoccupanti...
«Attenzione, ci vuole sempre tempo per valutare una squadra, è necessaria un po’ di pazienza. Ci sono tanti fattori che possono incidere sul rendimento».
Quali?
«Dagli infortuni, che nessuno può prevedere prima, al calendario. Anche il calendario ovviamente ha il suo peso, poi quest’anno con il turno di riposo c’è anche questo fattore da considerare».
Quindi è presto per preoccuparsi?
«Un po’ di pazienza ci vuole sempre. Questa Grissin Bon mi sembra solida, una buona formazione e sono convinto lo dimostrerà».
E lei a Trieste come se la passa, da presidente?
«Non sono stati mesi facili, ma siamo riusciti a ridare solidità, è stato un lavoro non facile e credo che pochi siano riusciti a fare quello che abbiamo fatto noi. Quando hanno arrestato il patron eravamo in primavera, dovevamo finire la stagione e capire come sopravvivere. Ce l’abbiamo fatta».
Ora siete più tranquilli? «Abbiamo ridato solidità, la struttura ora è stabile e cerchiamo di pensare alla pallacanestro, sempre restando in regola e usando le risorse che abbiamo realmente».
Quasi una rarità, in questa fase...
«Noi abbiamo lavorato per costruire una squadra in base a quello che avevamo a disposizione, senza fare voli o altro. Abbiamo speso decisamente rispetto all’anno precedente, ora guardiamo alla salvezza».
Adesso, anche per voi si parla di mercato. È vero? «Non siamo pienamente soddisfatti dell’attuale situazione, questo sì, e siamo pronti a intervenire se ce ne sarà la possibilità, se si apriranno degli spiragli».
Nulla in tempi rapidi, quindi?
«È impossibile che sia così, perché i tempi non dipendono da noi. Prima di tutto, interverremo solo se convinti di poter migliorare davvero le cose, non si cambia solo per cambiare».
Poi?
«Poi, se si trova il giocatore giusto e si trova un accordo con lui, bisogna aspettare che si liberi dal precedente contratto. A meno che non si vada su giocatori ancora fermi, o che si riesca ad intercettare un giocatore appena svincolato. Ma è difficile, di solito tocca aspettare e adeguarsi».
Due settimane fa con la vittoria di Treviso avete mosso di nuovo la classifica. C’è più serenità?
«È stata una vittoria importante, noi adesso dobbiamo pensare ad arrivare il prima possibile e nel migliore dei modi alla salvezza, dopo guarderemo a tutto il resto, l’obiettivo rimane quello. Senza perdere fiducia. Anche il calendario incide e non poco, nel nostro caso sono convinto l’abbia fatto eccome». —
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