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La Grissin Bon non stravolgerà l’assetto Il club esclude di tornare sul mercato

Linda Pigozzi
La Grissin Bon non stravolgerà l’assetto Il club esclude di tornare sul mercato

Dopo l’harakiri a Treviso i biancorossi si ritroveranno oggi in palestra, incertezza sulle condizioni del regista Mekel

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. Dal dominio alla polvere.

La trasferta di Treviso si è tramutata in un incubo per la Grissin Bon, pur capace di triturare gli avversari nella prima parte del match. L’harakiri totale dei biancorossi nel secondo tempo grida vendetta. E richiede forse anche qualcosina in più delle dure riflessioni di un cupo post gara.

aggiustamenti

Da quanto rimbalza, nessun aggiustamento sarà però fatto al roster.

Il club non è sul mercato, né è stata affrontata la questione.

A oggi, quindi, il team resterà questo e con l’attuale assetto andrà ad affrontare le prossime sfide, a partire da quella di domenica in via Guasco contro Trieste nella quale s’attende un segnale forte da parte di tutti.

Fuori Mekel

Vivisezionando la gara al pala Verde, in primis va ricordato che a Treviso il coach Buscaglia ha dovuto rinunciare all’ultimo al suo play titolare.

Causa violenta tonsillite che l’ha colpito nella notte del ritiro nella Marca, Gal Mekel è stato costretto a saltare il match nel tempio del basket trevigiano. Nonostante il febbrone, era comunque in panchina per onor di firma.

Mekel è un giocatore fondamentale per gli equilibri del team reggiano. La sua presenza sposta, come dimostrato in stagione. Fondamentale in particolar modo nell’innescare Owens, il regista israeliano è tanto altro: un fuoriclasse che in biancorosso ancora non ha espresso in pieno il proprio, indubbio, potenziale.

Quali sono però le reali condizioni del giocatore, attacco influenzale a parte?

Mekel ha saltato una parte della preparazione estiva.

Il ritorno a casa a fine agosto per assistere alla nascita del figlio era previsto dal contratto firmato in luglio. Al ritorno, con la squadra che già girava a certi ritmi, ha accusato qualche problema fisico. Tuttora sta seguendo un programma personalizzato di allenamento che lo costringe a unirsi al gruppo solo nelle ultime sedute della settimana. E in campo, la domenica, tutto questo s’avverte. Mekel è ancora ben lontano dal 100%. E di lui al top, la squadra - questa squadra, così come è strutturata - ha un gran bisogno.

problema al centro

Troppo leggero? Troppo limitato? Giocatore a una sola dimensione? Josh Owens sta facendo moltiplicare i dubbi dei tifosi.

Di sicuro il centro può fare meglio di quanto sin qui prodotto. Le caratteristiche del giocatore sono chiare e ben definite e, soprattutto, lo erano nel momento in cui era stato arruolato. Di più. Le caratteristiche del lungo sono quelle che meglio s’adattano al gioco di Buscaglia che, non a caso, l’aveva già allenato a Trento e che ha rivoluto poi a Reggio.

In fase d’allestimento del team s’è deciso di affiancare a Owens, Derek Pardon.

Rookie con nessuna esperienza del basket europeo, Pardon ha faticato e sin qui ha alternato buone prove a prestazioni al limite del disastroso come quella di Treviso. Evidente che per come si sono messe le cose, è dalla crescita di Pardon che passerà il salto di qualità sotto le plance del team.

Il carattere

Nel mesto post gara nella Marca, coach Buscaglia l’ha negato con forza. La Grissin Bon - a suo dire -non si sarebbe seduta sugli allori, dopo due quarti di dominio assoluto.

L’impressione da bordo campo è stata però diversa.

I biancorossi hanno dato l’idea di essere appagati. Di aver mollato la presa. Mentalmente, prima che a livello tecnico.

Travolta dalla reazione della De’ Longhi, la Grissin Bon s’è afflosciata. Stordita e incapace di mettere insieme una reazione reale, ha affrettato tiri, trovato pessime soluzioni e troppe fragilità ha lasciato trasparire in fase difensiva.

Il piano B

Senza nulla togliere all’ex coach biancorosso, gli aggiustamenti portati nella ripresa al suo team da Max Menetti non sono stati eclatanti e tutto sommato erano pure prevedibili. Ciononostante sono risultati devastanti per la Grissin Bon.

Limitato Johnson-Odom, fatto sudar Poeta non poco, con i lunghi che hanno iniziato a picchiar forte, Treviso ha mandato in tilt il team reggiano che nella sola ripresa ha subìto 54 punti, risultati poi fatali. A livello tecnico non si sono trovate le contromisure per fermare l’intensità crescente trevigiana. Pur priva del “cervello” Mekel, la panchina avrebbe dovuto sfoderare un “piano B” all’altezza.

Non c’è riuscito, il coach Buscaglia. E, a dirla tutta, non è la prima volta che, saltato il piano partita, la squadra dia l’impressione di non trovare la soluzione per uscire dal pantano. Caratteriale e pure tecnica, l’empasse è stata a multidimensionale, come del resto ammesso a fine gara dallo stesso Buscaglia.

Reazione, ora

Il treno per la Final Eight di Pesaro non aspetterà ancora a lungo i biancorossi.

Domenica c’è Trieste, giustiziera di Treviso la domenica precedente e uccisa ieri l’altro a Roma da una Virtus pure lei in lizza per entrare nelle magnifiche otto che andranno a contendersi la Coppa Italia.

Poi, di nuovo, si giocherà nel catino di via Guasco contro Venezia. Vera delusione di quest’inizio di stagione, la Reyer ha in tasca 10 punti, come la Grissin Bon.

Servirà un deciso 2/2 per sperare di salire sul treno diretto a Pesaro. —





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